Il Tirreno

Livorno

Nel segno di Nicola è squadra da record

di Fabrizio Pucci

Da quando gli amaranto sono tornati in serie B non avevano mai realizzato 64 punti dopo 34 partite

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LIVORNO. Sessantaquattro punti in trentaquattro giornate, una costanza di rendimento impressionante. Il Livorno di Davide Nicola sta scrivendo una pagina di storia amaranto indimenticabile. Sessantaquattro punti tutti sudati, tutti meritati, tutti fortemente voluti e che sono il prodotto di lavoro quotidiano, atteggiamento, consapevolezza, grinta, talento e attaccamento alla maglia. Sessantaquattro punti orgogliosamente targati Livorno che sono un record. Sì perché gli amaranto da quando sono tornati in serie B (2002/03) dopo trentaquattro gare non ne avevano mai conquistati tanti. Neanche Walter Mazzarri, il tecnico del ritorno in serie A dopo 55 anni, dopo 34 giornate era riuscito a fare meglio di Davide Nicola. E allora andiamo a leggerli i dati storici perché i numeri non hanno bisogno di interpretazioni.

La serie C. Prima del ritorno nel grande calcio, quando il Livorno era la Juventus della serie C, capitava spesso di fare incetta di punti. Nel 1995/96, per esempio (allenatore Beppe Papadopulo) gli amaranto chiusero la stagione regolare (composta proprio da 34 giornate) esattamente con 64 punti e lo stesso cammino di quest'anno: 18 successi, 10 pareggi e 6 sconfitte. L'anno dopo in panchina c'era Paolo Stringara e la squadra alla fine delle 34 giornate fece registrare 67 punti con un successo in più (19) e una sconfitta in meno (5) a parità di pareggi. Un posto in prima fila lo merita anche Osvaldo Jaconi. Il Vodz è l'uomo del record assoluto. Nel 2001 conquistò 63 punti e la stagione successiva, quella della promozione in B dopo 30 anni, fece qualcosa di inarrivabile: 34 partite e 73 punti con 20 vittorie, 13 pari e una sola sconfitta, quella interna con lo Spezia che nessuno ha dimenticato.

Il record di Nicola. Il Livorno 2012/13 è primo in questa speciale classifica degli ultimi 10 anni. Dal 2002 solo in due circostanze abbiamo superato la linea dei 60 punti. E in entrambi i casi fu promozione in serie A. Nel 2003/04 il campionato di serie B era extra large. Ricordate? Ventiquattro squadre e 46 giornate. Alla 34ª il Livorno di Mazzarri, Protti e Lucarelli si trovava tra le prime con 54 punti frutto di 13 vittorie, 15 pareggi e 6 sole sconfitte. Nelle ultime 12 la squadra degli Immortali ne vinse 7, ottenne 4 pareggi e un solo ko, sul campo del Venezia prima della grande rincorsa e del salto di categoria. Altro format nel 2008/09. Allora come adesso in B c'erano 22 squadre per 42 giornate complessive. Alla 34ª la squadra allenata da Acori aveva vinto 12 volte, pareggiato 19 e perso solo in 3 occasioni per un totale di 55 punti. Un bottino niente male, ma lontanissimo dai 64 punti attuali di Nicola.

Morale. La scorpacciata di numeri è abbondante, ma se riusciamo a farci largo non possiamo esimerci da fare un paio di considerazioni di fondo. La prima attiene al passato. Ai tempi della serie C il Livorno metteva insieme cifre spaventose, eppure quasi mai buone per vincere il campionato: una maledizione incredibile e infinita. I 64 punti di Papadopulo non servirono ad evitare i playoff che finirono con le lacrime di Ferrara. I 67 di Stringara ci costrinsero comunque a disputare gli spareggi con Giorgione e Maceratese. Ancora playoff nel 2001 (con l'amaro epilogo di Como) nonostante i 63 punti di Jaconi che l'anno dopo per salire direttamente in B, solo all'ultima giornata, dovette conquistarne addirittura 73. La seconda valutazione riguarda l'attualità. Mancano otto giornate alla fine e il Livorno è lì a lottare per qualcosa di impensabile. Se il sogno non dovesse avverarsi questa squadra meriterà comunque una grande festa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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