Il Tirreno

Livorno

«Tre squadre più forti, niente playoff»

Franco Colomba disegna lo scenario del finale. «Sassuolo già promosso. Verona e Livorno padrone del loro destino»

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LIVORNO. Nel 2004 è stato il primo allenatore del Livorno che era appena tornato in serie A dopo 55 anni. Franco Colomba si è ritagliato un posto privilegiato nella storia amaranto. A lui sono legati ricordi indelebili: il pareggio di San Siro con doppietta di Cristiano Lucarelli al debutto, la prima vittoria (con il Bologna) nella massima serie dopo oltre mezzo secolo. Adesso, dopo una parentesi a Padova, il tecnico gentile osserva con attenzione la serie B che lo ha visto protagonista fino a poche settimane fa.

Colomba, siamo alla vigilia di Sassuolo-Verona e Bari-Livorno. Che cosa può succedere nella parti alte della classifica?

«Il Sassuolo è una realtà. Anche se dovesse perdere manterrebbe un margine di sicurezza perché sei punti a otto giornate dalla fine del campionato sono un capitale che difficilmente può essere dilapidato. Anzi. I neroverdi possono perdere qualche altro punto in serenità. Sono i più forti e per me sono quasi in porto».

Poi ci sono Verona e Livorno che lottano per il secondo posto. Come vede questa sfida?

«Avvincente. Sono due ottime squadre che meritano la posizione in classifica. Si risolverà tutto in volata».

Playoff a rischio oppure no?

«Sì. Molto dipenderà dalla partita tra Sassuolo e Verona. Se gli scaligeri perdono probabilmente vengono accorciate le distanze dal quarto posto. Verona e Livorno hanno costanza di rendimento, mentre chi insegue è tutt'altro che un rullo compressore».

Quindi secondo lei se Verona e Livorno non rallentano addio playoff?

«Esatto. Queste due squadre hanno il destino nelle proprie mani».

È il Livorno la sorpresa del campionato?

«In parte e solo perché all'inizio è partito in sordina. Ma strada facendo la squadra ha dimostrato di essere in grado di fare grandi cose».

Quali sono i punti di forza degli amaranto?

«La difesa guidata magistralmente da Emerson. Poi sono dotati di un centrocampo manovriero dove spicca Belingheri. Sono felici di vedere Luca su questi livelli perché sta confermando tutte le qualità che avevo intravisto quando lo allenavo ad Ascoli e lo facevo giocare esattamente nella posizione in cui viene utilizzato adesso da Nicola. Infine non dimentichiamoci l'attacco che, pur essendo privo di Siligardi, può contare su due punte di grande valore come Dionisi e Paulinho. E quando in squadra c'è qualcuno che la butta dentro, tutto è più facile».

Qual è il giocatore che ti ha convinto di più in questo campionato di serie B?

«Faccio il nome di Siligardi del Livorno. Purtroppo la sua stagione è finita presto, ma quest'anno Luca ha saputo imporsi grazie al suo talento. L'ho allenato ai tempi del Bologna e se fossi rimasto avrei puntato a occhi chiusi su di lui. La mia menzione vale anche come incoraggiamento al ragazzo che in questo momento è fuori dai giochi».

Torniamo alla stretta attualità. Domani il Livorno va a Bari. Non sarà una passeggiata, vero?

«Sì, perché il Bari è in salute. Io l'ho visto dieci giorni fa. Hanno gamba ed entusiasmo. Sono molto pericolosi soprattutto quando ripartono. Non avranno due giocatori importanti come Caputo e Iunco, ma quella biancorossa rimane una squadra dotata di un'ottima cifra tecnica. Il Livorno dovrà fare molta attenzione».

Fabrizio Pucci

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