Gioco
Livorno, le perle si perdono nel deserto
Gioco, gol, spettacolo e punti, ma i tifosi disertano lo stadio. «Biglietti cari». Ma è un boom di proseliti su Sky e sul web
LIVORNO. Il secondo posto in classifica in coabitazione con il Verona. Dieci punti di vantaggio sulla quarta, l'Empoli. Nove giornate alla fine e la concreta possibilità di lottare fino all'ultimo minuto per la promozione diretta in serie A o, nella peggiore delle ipotesi, di sparare tutte le cartucce nei playoff. Di motivi per riempire lo stadio ce ne sarebbero in abbondanza. Eppure domenica all'Ardenza c'erano appena 4.723 spettatori: una miseria. A nulla è servito l'appello del capitano Andrea Luci che in settimana aveva chiesto espressamente aiuto ai tifosi in questa fase torrida del campionato. E alla fine della partita anche Davide Nicola ha esternato il suo disappunto perché la squadra, in effetti, meriterebbe ben altra cornice e un incitamento che non sia circoscritto alla Curva Nord.
Le cifre. Il dato più facile da analizzare è quello della media spettatori per partita. Come si evince dalla tabella, il Livorno quando gioca in casa conta su uno zoccolo duro di 5411 sportivi. Il top fu raggiunto nella maledetta partita con lo Spezia con 9737 presenti con buona partecipazione ospite. Numeri bassi, specie se confrontati a dieci anni fa o addirittura ai tempi della serie C. Numeri, però che attestano la tifoseria amaranto all'ottavo posto su ventidue. Non male. Fa comunque riflettere, il fatto che sul podio ci siano i tifosi del Vicenza che in questa speciale classifica sono terzi, sebbene la loro squadra sia in piena zona retrocessione.
Cause del disamore. La passione livornese per il calcio amaranto era proverbiale. Adesso sembra sfiorita. La presenza invasiva delle tv è uno dei motivi che ha prodotto l'allontantamento dallo stadio. Livorno, nel rapporto tra bacino d'utenza e abbonati alle due maggiori piattaforme televisive (digitale e satellitare) è tra le prime quattro insieme a Verona, Reggio Calabria e Bari. Ieri l'addetto stampa Paolo Nacarlo ha commentato: «Giovedì sera per Sky la partita clou sarà proprio Bari-Livorno preferita anche a Sassuolo-Verona e sapete perché? Semplice. Il San Nicola è praticamente sempre vuoto e da Livorno per la Puglia, tranne i soliti encomiabili, non partirà nessuno per cui la partita garantisce un massiccio acquisto del singolo evento per chi non possiede il pacchetto serie B». In questo modo le tv fidelizzano i clienti e compiono in modo definitivo la trasformazione dello spettatore in telespettatore. Una strategia aziendale che ha Livorno ha attecchito alla perfezione. Come uscirne? I risultati evidentemente non sono sufficiente. Una soluzione, probabilmente, sarebbe disporre di uno stadio di capienza inferiore all'attuale, ma di comfort maggiore.
Chi ha abbandonato. Ma chi sono i tifosi desaparecidos, quelli che hanno perso il gusto di prendere la macchina o lo scooter e andare all'Ardenza?. Federico Vasta è uno di loro: «Non sono più andato allo stadio perchè il calcio non è più credibile. Ci sono troppi scandali. E poi la vergogna della tessera del tifoso è stata la ciligiena sulla torta». Vero, ma la società amaranto è sempre stata fuori da certi giri loschi: «Sì. Anzi. Siamo stati vittime di soprusi specie ai tempi della serie A: proprio in quel momento ho abbandonato. Non sono neanche abbonato a Sky o a Mediaset. Sopperisco con internet. Quando torno all'Armando Picchi? Quando non avrò più certe brutte sensazioni». Sergio Crocetti adduce una motivazione diversa: «Non ho pià fatto l'abbonamento a scatola chiusa per non incorrere in un altro caso Diamanti. Sottoscrissi la tessera con una squadra e poi me ne ritrovai un'altra. Mi piacerebbe che la campagna abbonamenti arrivasse fino a ottobre. I prezzi dei biglietti sono alti e forse la società potrebbe sperimentare l'idea di pacchetti per le partite clou come accadde a dicembre con Sassuolo e Juve Stabia». Mirko Crismani è, suo malgrado, un tifoso casalingo: «Mi tengo informato attraverso internet. Ho problemi di lavoro e con il prezzo dei biglietti è elevato».
Lo zoccolo duro. Massimo Malaguzzi , invece, allo stadio ci va quasi sempre: « Se lo stadio fosse più comodo e i biglietti fossero meno cari potrei anche andare in tribuna. Ma non è così e per questo certe volte resto a casa, seppur a malincuore». Poi ci sono fedelissimi come Marco Bernini: «Vado allo stadio perché non andare significherebbe tradire una parte di me». Massimiliano Morandi, Giacomo Caroti e Michele Ingrosso sono chiari: «Allo stadio ci divertiamo e ci ritroviamo con gli amici. Cosa dire a chi non viene? Non sapete che cosa vi perdete».
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