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Zebre: un male chiamato trasferta

Zebre: un male chiamato trasferta

Ad Andria quinta battuta d’arresto esterna consecutiva per il Viareggio, piegato da un avversario poco più che volenteroso

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ANDRIA. Continua il mal di trasferta del Viareggio che sul campo dell’ Andria ha perso la quinta partita esterna consecutiva (l’ultimo risultato positivo fuori casa era stato l’1-1 di Pagani nel giorno dell’Epifania).

Il male oscuro degli zebrati va ricercato nei troppi gol incassati. Con i due in Puglia fanno nove accusati nell’ultima serie di trasferte, ad una media di quasi due a partita. Un po’ troppo per la operazione-salvezza che deve essere affrontata con maggior saldezza interdittiva. Chiaramente sul Viareggio di questo periodo pesano anche assenze determinanti che stanno privando il reparto arretrato di pedine fondamentali come Carnesalini e Fiale (dal prossimo turno vi si aggiungerà anche Trocar, espulso negli ultimi minuti della gara di Andria).

Il copione, insomma, è abbastanza ripetitivo e penalizza oltremodo una squadra che pure ha anche un suo valido impianto di gioco ed alcune notevoli individuaità nella fase di costruzione della manovra e della sua finalizzazione.

Anche ad Andria, per esempio, Giovinco ha compiuto prodezze a ripetizione, assecondato dagli altri facitori del gioco bianco-nero, ma quando c’è da stringere qualcosa di effettivamente solido e concreto ecco che i dolori affiorano e le magagne vengono a galla.

Punito da una magia di Guariniello che ha regalato alla formazione pugliese tre punti fondamentali per dare osssigeno alla loro classifica certamente asfittica, il Viareggio ha anche avuto buone possibilità di entrare nel match vittoriosamente magari con un pizzico di fortuna in più e se avesse sfruttato con maggior cinismo e concretezza le occasioni che pure ha costruito.

Invece la squadra di Cuoghi ha permesso qualche prodezza al portiere Rossi e non ha avuto la freddezza e la lucidità necessarie quando si è trovata a portata di piede i palloni che avrebbero potuto punire severamente l’Andria di Cosco.

Sul piano del carattere niente da eccepire perchè Giovinco e soci hanno dimostrato di esser presenti a se stessi dimostrandosi reattivi e determinati una volta costretti ad inseguire dopo il vantaggio iniziale dell’Andria, ma sono poi mancati nella gestione del gioco una volta raggiunto il pareggio, nel momento in cui sarebbe stato necessario affidarsi al mestiere ed all’esperienza per pilotare la gara nel senso desiderato.

Adesso bisogna stringere i denti e pensare a racimolare punti importanti sin da domenica prossima in occasione dell’arrivo della Nocerina.

Il tempo stringe, infatti, e non è possibile più rimandare l’appuntamento con un rendimento più costante che regali ai bianconeri una classifica più tranquillizzante.

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di Redazione web