Gioco
Lucchese, di buono c’è solo la vittoria
Contro il baby Riccione (7 under) ridotto in dieci per un’ora arriva il nono successo esterno grazie a un rigore di Canalini
INVIATO A RICCIONE. La classifica continua a sorridere alla Lucchese che conquista il tredicesimo risultato utile consecutivo, la nona vittoria esterna e resta agganciata al treno di testa a tre punti dal tandem capolista (Atletico Pro Piacenza e Tuttocuoio) quando mancano 540 minuti alla fine del campionato. Ma al di là del risultato positivo i rossoneri debbono migliorare sensibilmente sul piano del gioco se vogliono nutrire concrete speranze di promozione diretta in Lega Pro. Contro il baby Riccione (società allo sbando, giocatori in sciopero che non vedono un euro da gennaio e in campo 7 under) si ripete il film già visto una settimana prima contro la Bagnolese. La pulce Pettrone diventa «mister penalty» e costringe l’ingenuo colosso d’ebano Mame Serigne a un fallo in area di rigore. E come domenica scorsa dal dischetto si presenta Canalini (12 centri, bomber rossonero) che con un rasoterra millimetrico realizza il gol partita. Fine delle trasmissioni. Perché se è vero che Chiarabini si mangia un gol già fatto che avrebbe messo in cassaforte il risultato è anche vero che i biancazzurri recriminano - e a ragione - per la rete del pari (colpo di testa dell’anziano cannoniere Cosa) annullata dall’arbitro su segnalazione del guardalinee. Fuorigioco? Fallo su un difensore? Nessuno lo capisce e il tecnico romagnolo Andrea Benedetti a fine partita mastica amaro.
Squadra compassata. Su un sintetico consunto con la polvere scura che si alza ogni volta che la sfera rimbalza i giovanotti locali sembrano indemoniati. Corrono, lottano, picchiano, raddoppiano le forze e non mollano un millimetro. Di contro la Lucchese (Innocenti rinuncia a Brega per scelta tecnica) si schiera con un’unica punta (Canalini) e Pettrone tra le linee. Troppo compassati i rossoneri per creare superiorità numerica e fare breccia nell’affollata retroguardia locale. Tanto che la prima azione manovrata dei rossoneri arriva dopo un quarto d’ora. Ci vuole un rigore - peraltro ineccepibile - per rompere l’equilibrio. E dopo la rete l’autore del fallo (Mame Serigne) continua a protestare con l’arbitro che lo caccia. Morale? Riccione che gioca in dieci per quasi un’ora.
La paura fa 90. Con la superiorità numerica credi che i rossoneri possano fare un sol boccone degli avversari. E invece Aliboni e compagni soffrono tremendamente sino all’ultimo dei cinque minuti di recupero. Il 4-3-2 avversario costringe la Lucchese ad arretrare il baricentro. La squadra pensa più a tener palla e a spezzare le trame di gioco che ad imbastire ripartenze in grado di chiudere i conti. E alla fine il triplice fischio arriva come una liberazione, ma non cancella i problemi. Adesso mancano sei finali e gli scontri diretti decideranno il destino della Lucchese.
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