Sicurezza
Cesare, il dado non è tratto
Domani a Malta vittoria indispensabile: il ct azzurro vorrebbe varare il modulo più offensivo, però...
COVERCIANO. Una lunga seduta tattica e una partitella a ranghi misti a campo ridotto hanno caratterizzato ieri l’allenamento pomeridiano della Nazionale. Ma Cesare Prandelli non ha sciolto la riserva sul modulo che intende adottare domani a Malta, o perlomeno non ha dato indicazioni chiare.
Il ct ha insistito in particolare su questo undici: Buffon in porta, difesa a 4 con Abate, Barzagli, Bonucci e De Sciglio; centrocampo con Pirlo vertice basso, ai cui lati agivano Montolivo e Marchisio (Giaccherini provato come prima alternativa sia come interno di destra che come interno di sinistra); in attacco tridente con Cerci a destra, Balotelli ed El Shaarawy a sinistra; nella partitella ha però mescolato le carte con un attacco Balotelli-Giovinco-Diamanti.
Cosa significa? Che alla vigilia (la Nazionale parte oggi alle 17 da Pisa e all’arrivo si allenerà subito sul terreno del piccolo stadio Tàqali, l’allenatore azzurro è ancora fortemente tentato dal 4-3-3 del secondo tempo col Brasile e ci sta seriamente pensando, anche perché Cerci in posizione di esterno aggressivo gli è piaciuto eccome.
Tuttavia questa è una partita ufficiale per le qualificazioni mondiali («decisiva» l’ha definita il ct, e l’allenatore italiano di Malta Pietro Ghedin ha promesso una partita-riscatto dopo il disastroso 6-0 subito dagli isolani in Bulgaria) e Prandelli non sembra voler correre rischi: probabile dunque la conferma del classico 4-3-1-2, da cambiare in corsa in caso di bisogno. In fondo, al di là dei due gol subiti, il primo tempo contro la Seleçao aveva dato più di un riscontro positivo e alla coppia Osvaldo-Balotelli le occasioni non erano mancate; a Malta a fianco di Balotelli ci sarà il Faraone.
E proprio il rapporto di amicizia fra i due attaccanti del Milan e della Nazionale è stato al centro dell’incontro con i giornalisti di Super Mario che ha confermato di essere maturato e molto più tranquillo.«Non sono mai stato un montato», ha detto subito, ringraziando poi per i giudizi positivi, che ha trovato perfino eccessivi, «perché ho fatto un bel gol ma ho sbagliato troppo, me l’ha detto anche mio padre».
Di certo gli piace giocare e messi da parte litigi e incomprensioni del passato al suo fianco non disdegnerebbe neppure Francesco Totti al quale Prandelli potrebbe riaprire le porte della Nazionale: «Magari - ha detto Balo - è un fenomeno, campioni come lui sono sempre ben accetti in squadra». Poi ecco l’elogio di El Shaarawy: «Siamo amici oltre che compagni di squadra, non è che sia sempre così. Penso che ci aiuteremo in tutti i modi, nel campo e fuori».
Ma qual è il segreto di questo nuovo Balotelli che si concede volentieri anche ai tifosi e ai bambini? «Sono cresciuto, vado per i 23 anni - ha spiegato - mi sento più tranquillo, gioco con più continuità e spero di essere simpatico a qualcuno». Un gesto che non rifarebbe? «Gettare la maglia dell’Inter in terra, è stato un gesto brutto, non avrei mai dovuto».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
