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Alzati Piombino prendi esempio dal tuo Atletico

di Andreas Quirici
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Il ritorno in Promozione dopo 14 anni di oblio Finalmente un sorriso per una città in crisi

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INVIATO A CASCINE DI BUTI. I nipoti in campo, i nonni in tribuna. Presente e passato di una Piombino in attesa di due eventi così diversi tra loro, ma entrambi storici e incoraggianti per il futuro. La vittoria del campionato di Prima categoria, che segnerebbe il ritorno in Promozione dopo 14 anni. E l’arrivo della Costa Concordia incagliata all’Isola del Giglio per garantire 350 posti di lavoro in tre anni e trasformarla in un biglietto da visita, lo spot ideale di una nuova vocazione, quella della logistica navale e dello smantellamento di corazzate del mare. Una speranza per dare ossigeno a un territorio dilaniato dalla crisi della siderurgia. Alla fine della partita a Cascine di Buti, il Piombino vincerà 1-0 conquistando il campionato. Per la Concordia ci sarà da aggiudicarsi una prova ancor più difficile, ma molto più importante.

«Piombino è spappolata», dice Giovan Battista Rocchiccioli, nonno di Iacopo e Tommaso, i gemelli di 22 anni che sono in campo a cercare la storica vittoria. In tribuna vicino al pensionato, ex parrucchiere, annuisce Gianfranco Geri, nonno a sua volta dei fratelli Luca e Andrea Gherardini che ne hanno ereditato la pasticceria oltre a essere due colonne della squadra. Generazioni a confronto che hanno visto due facce della stessa città: quella che ha fatto la serie B sessant’anni fa, in un’altalena di benessere fino alla crisi attuale e quella che è rinata calcisticamente nel 2004 (dopo la fine dell’Unione sportiva), fino al passaggio in Promozione avvenuto ieri, grazie al rigore trasformato proprio da Iacopo Rocchiccioli. E che spera nello sport per dare l’input a un’intera popolazione.

Sarà una nicchia, sarà un palliativo; ma lo sport nel suo piccolo ha dato entusiasmo a un ambiente che aspetta gioie da molto tempo. L’Atletico ha vinto il campionato di Prima categoria. Il Salivoli lotta per entrare nei playoff di Seconda. La squadra di pallacanestro è in testa in Divisione nazionale C. E il volley di Riotorto comanda il proprio girone, sempre in C. Esempi di buona gestione e di passione da auspicare anche in campo economico e sociale. «Tanto per cominciare - dice nonno Rocchiccioli - abbiamo vinto il campionato e non abbiamo un campo sportivo decente». E poi il problema della città è un altro. «Piombino si regge sulle pensioni di noi anziani - spiega Geri - Ogni giorno chiude un’azienda o un negozio e le prospettive per i giovani sono nere. Lo sport può essere d’aiuto, ma nel caso dell’Atletico Piombino la situazione è positiva perché c’è un presidente che provvede praticamente a tutto. E quelli disposti a investire sono pochi».

Questo “salvatore della patria” è Massimiliano Spagnesi, capello fluente e sguardo sveglio, imprenditore nel campo metalmeccanico che gravita nell’indotto siderurgico piombinese. «Non è vero che faccio tutto da solo - dice a fine partita, uscendo dallo spogliatoio in festa completamente asciutto, a differenza degli altri dirigenti, compresi il direttore sportivo Flavio Vanni e il tecnico Tiziano Di Tonno, sommersi da secchi d’acqua e spruzzi di spumante - Nel 2007 sono diventato presidente pensando a un progetto preciso, creare un gruppo di tecnici e dirigenti valido e un settore giovanile su cui puntare. La squadra che ha vinto questo campionato è formata da giovani piombinesi e gestita da persone competenti. Il richiamo all’attualità economica è naturale. La nostra vittoria più che un esempio può essere un segnale di risveglio per il territorio. Ma serve un fatto grosso come l’arrivo della Concordia al nostro porto. Quello sì servirebbe. Perché i piombinesi non si arrendono. Ma serve un traino che coinvolga tutti».

Come avvenne negli anni Cinquanta con la Magona, una delle aziende siderurgiche di Piombino. Il colosso dell’acciaio viaggiava a gonfie vele da anni e finanziava anche la squadra di calcio, tanto che lo stadio locale si chiama “Magona d’Italia”. In quel periodo i nerazzurri raggiunsero addirittura la serie B. «Poi nel 1953 la Magona crollò - raccontano i due anziani in tribuna, mentre i nipoti e i compagni schiacciano gli avversari nella loro metà campo - trascinando tutto, a cominciare dal pallone, vittima di un calo costante. Ma la città non si è mai data per vinta. I piombinesi si sono rialzati. Ma erano altri tempi. Eravamo tutti poveri e con 50 lire si campava. Oggi non è più così».

Eppure quel che accade dentro e attorno il Piombino può essere d’insegnamento. «La mia azienda è sponsor principale dell’Atletico - afferma il presidente che ha partecipato lo scorso novembre alla manifestazione “Piombino non deve chiudere” insieme a migliaia di cittadini - ma contribuisce anche alla gestione del Salivoli, della squadra di basket e del rugby. Credo che chi è nato, vive e lavora in un territorio poi debba anche redistribuire la ricchezza dando una mano. E i risultati arrivano, perché questa promozione così attesa ha creato un enorme interesse in città. Risvegliando anche i sentimenti di orgoglio per l’appartenenza a questa realtà».

In campo, intanto, la festa e negli spogliatoi sta andando avanti. Ma non c’è niente di preparato: nessuna maglietta commemorativa dell’evento, niente colpi a sorpresa. Solo l’incontenibile gioia di ragazzi che si sono resi protagonisti di un fatto importante per la storia della Piombino calcistica.La panchina salta in piedi. Corre a centrocampo, dove tutti si stanno già abbracciando. Poi la squadra si dirige verso la recinzione davanti alla tribuna, dove in molti non riescono a trattenere qualche lacrima di commozione. Piccole soddisfazioni per chi guarda. Enormi colpi al cuore per chi le vive. È solo sport, ma forse è qualcosa di più. È l’idea di potersi rialzare dopo anni di cadute. Questo salto in Promozione è la famosa luce in fondo al tunnel che in città non si vede ancora. Ma che si potrebbe intravedere presto, se fosse vinta la sfida per accogliere il relitto della famosa nave. C’è da vincere la concorrenza di Civitavecchia, di Palermo e di una località turca. Un “quadrangolare” quasi impossibile, ma che tutti hanno già cominciato a giocare con determinazione.

E se è vero che «anche un viaggio di mille miglia comincia con un solo passo», la vittoria dei nerazzurri può essere un piccolo, ma significativo segnale che qualcosa, a Piombino, può ancora cambiare.

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