Il Tirreno

Livorno

Forza Livorno, espugna il tuo stadio

di Alessandro Bernini
Forza Livorno, espugna il tuo stadio

Sfida molto importante contro il Lanciano, torna Duncan in mezzo al campo. Ma stavolta serve la spinta dei tifosi

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LIVORNO. L’uomo è ciò in cui crede, sosteneva lo scrittore russo Cechov. Credere in se stessi, lottare, non fare mai passi indietro, la stessa logica che anima Davide Nicola e che è stata trasmessa a questo gruppo.

Dieci giornate alla fine, dieci sfide da vivere col cuore. La prima va in scena oggi alle 15 contro la Virtus Lanciano, avversario magari poco nobile ma che nel girone di ritorno ha fatto scintille. Il concetto potrà sembrare strano eppure ne siamo convinti: cerchiamo di giocare come martedì a Cesena, con la stessa concentrazione, con la stessa sicurezza tattica, poi facciamo i conti al 90’.

Poi ci sono anche i numeri, quelli che magari non piacciono troppo a Nicola. E le cifre dicono che il Livorno ha bisogno di espugnare di nuovo il Picchi: sul suo terreno non vince dal 2 febbraio (2-0 alla Pro Vercelli), da quel giorno sono arrivate 2 sconfitte (Modena e Crotone) e un pareggio (Reggina), tutti risultati bugiardi rispetto a ciò che ha mostrato il campo. Occhio al Lanciano: 6 vittorie e 4 pareggi nelle ultime 12 partite, l’ultimo ko proprio martedì sera con il Verona per colpa di una sciagurata uscita del portiere Leali (che oggi non ci sarà, al pari di Piccolo) proprio al 90’.

Nicola oggi deve rinunciare a Decarli e rilancia Lambrughi sulla linea difensiva, mentre Gemiti si prende la fascia sinistra. Luci-Duncan è una bella coppia di centrali in mezzo al campo: dinamismo, piedi buoni, capacità di spezzare il gioco avversario e ripartire. Il tutto col supporto di Schiattarella a destra e naturalmente di Belingheri. Sulla carta abbiamo un centrocampo più folto (il Lanciano è annunciato col 4-3-3) ed è lì che dobbiamo costruire e vincere la nostra partita. Occhio a Bigazzi, potrebbe essere una sorpresa.

Cercando un pizzico di cinismo in più sottoporta, con Dionisi e Paulinho che andranno naturalmente supportati. Ma sulla capacità di creare occasioni non dobbiamo sospettare: il Livorno gioca sempre per costruire e far gol.

La speranza è che a spingere il Livorno oggi ci sia un bel pubblico, pioggia o non pioggia. Un calore che deve arrivare non solo dalla curva nord ma anche dagli altri settori. Ci rendiamo conto benissimo della crisi (sotto ogni profilo) che sta attraversando questa città, il calcio per molti non è certo il primo pensiero. Ma per quanto possibile, è davvero arrivato il momento di stringersi attorno a questa squadra. Abbiamo ritrovato un gruppo (e un allenatore) che combatte con lo spirito livornese, che esce dal campo dopo aver spremuto ogni stilla di energia, che si sta giocando un traguardo a dir poco impensabile alla vigilia.

Loro hanno fatto davvero tutto per restituirci il senso di appartenenza, ora un po’ tocca anche a noi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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