Gioco
«Non ti abbattere, Livorno sei da A» Parla l’ultrà Amelia
«Gruppo speciale, grande cuore e che bravo quel Bernardini Ho due sogni: il salto di categoria e rivedere lo stadio pieno»
LIVORNO. Lo abbiamo conosciuto che era poco più di un ragazzo. Qui a Livorno è cresciuto come uomo e come calciatore e da qui ha spiccato il volo per la Nazionale con cui ha conquistato il titolo di campione del mondo nel 2006. Il suo presente è targato Milan, ma nella sua storia ci sono 166 pagine vergate con inchiostro amaranto. 166 presenze e quell'indimenticabile gol segnato in Coppa Uefa sul campo del Partizan Belgrado il 2 novembre 2006. Marco Amelia è uno di noi e nel momento più delicato della stagione lancia un appello ai tifosi perché il 'suo' Livorno non sia solo nella volata finale. Parla da addetto ai lavori, il portiere del Milan, ma anche da tifoso. Perché sei anni vissuti con la prestigiosa 'camiseta' sulle spalle non sono uno scherzo. Sono qualcosa di indelebile, di indimenticabile: un legame che il tempo non riuscirà mai a indebolire.
Marco, hai ancora un occhio di riguardo per il Livorno, vero?
«Ci mancherebbe altro. Da ex seguo con grande attenzione il cammino della squadra. Quella amaranto è una maglia che porterò per sempre sulla mia pelle perché esercita un fascino particolare e anche quando vai a giocare altrove il richiamo è fortissimo».
Dei giocatori amaranto chi ti ha impressionato per rendimento e continuità?
«Qui c'è l'imbarazzo della scelta. Ci sono elementi di valore assoluto come Dionisi, Paulinho, Belingheri e Siligardi che hanno fatto vedere grandi cose, ma io vado controcorrente e ne scelgo un altro. Mi piace molto Bernardini. E' un difensore pulito, elegante e dotato di una buona personalità. Per me è pronto per il salto di categoria».
Che idea ti sei fatto di questa squadra?
«Mi piace molto e penso che abbia i numeri per tornare in serie A. Sono molto fiducioso in questo senso. Prima ho parlato dei singoli giocatori, ma la vera forza del Livorno sta nel gruppo. Che il spogliatoio sia eccezionale lo si capisce benissimo anche da lontano. Ecco credo che il collettivo sia l'arma in più di questa squadra».
E qui si vede il lavoro dell'allenatore...
«Senza dubbio. I meriti sono sicuramente di Davide Nicola. Purtroppo non lo conosco personalmente, ma non mi perdo nessuna delle sue interviste. Dalle sue parole traspare grande onestà intellettuale. E' un ragazzo molto equilibrato che crede molto nei valori del gruppo e del lavoro. Quei valori che stanno esaltando le qualità dei singoli giocatori».
Marco, adesso però c'è da gestire l'aggancio del Verona arrivato dopo quattro mesi di fuga...
«Guarda, il fatto che i gialloblù abbiano affiancato il Livorno in classifica non deve affatto costituire un problema psicologico. Nessuno deve deprimersi, nessuno debe fasciarsi la testa. Il campionato è ancora lungo e nelle ultime dieci giornate deve scendere in campo il giocatore più importnante: la tifoseria”.
Tu i livornesi li conosci bene. E' arrivato il loro momento, non trovi?
«Esatto. La promozione passa attraverso questo finale di campionato incandescente in cui società, squadra, ma soprattutto tifoseria devono stare uniti per raggiungere l'obiettivo. I playoff? No. Penso che si possa andare in A direttamente se tutte le componenti percorrono la stessa strada”.
Pensi che la risposta della gente sarà adeguata?
«Stiamo scherzando? I tifosi del Livorno sono il dodicesimo e il tredicesimo uomo in campo che può incutere timore agli avversari oltre a quello che già la squadra, per la sua forza, provoca agli altri. Sai, ho un sogno...»
Quale?
«Mi piacerebbe vedere lo stadio pieno come ai miei tempi, quelli in cui c'era uomini simbolo come Protti e Lucarelli quando la spinta del pubblico ci aiutà prima a conquistare la serie B e poi addirittura la A. Senza dimenticare lo storico traguardo della Coppa Uefa. Certe emozioni sono indimenticabili e spero possano essere vissute di nuove tra le mura dell'Armando Picchi».
Marco, messa così sembri un ultrà...
«E che c'è di male? Amici livornesi. Andate tutti allo stadio. Io sarò lontano, ma idealmente con voi. E spero di poter essere presto al vostro fianco a incitare i ragazzi verso la vittoria. Forza Livorno».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
