Il Tirreno

Livorno

Diouf, l’allievo ufficiale che sembra Bolt

di Luciano Della Bella
Diouf, l’allievo ufficiale che sembra Bolt

Senegalese, 21 anni, sta frequentando un corso in Accademia. E intanto, a Firenze, ha vinto il titolo regionale dei 200

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LIVORNO. Chissà che cosa sarà passato per la mente a Coumba Ndoffene Diouf, allievo dell’Accademia, schierato ai blocchi di partenza dei metri 200 indoor validi per l’assegnazione del titolo di campione regionale. La sua Dakar in quel momento era lontana, si sarà guardato un attimo intorno a contemplare questo grande impianto polivalente fiorentino, meglio conosciuto come Nelson Mandela Forum. E’ alla partenza la decima batteria, è tempo di concentrarsi, lo starter invita i concorrenti a disporsi sui blocchi, pronti e allo sparo c’è da correre più forte degli altri, la pista è insidiosa, specialmente per chi non la conosce, misura 160 metri, e quindi c’è da percorrere un giro con un’aggiunta di 40 metri e in più con le curve in pendenza. Diouf rischia di cadere, ma riesce a mantenere l’assetto di corsa e sulla linea d’arrivo brucia il più anziano rappresentante anch’esso dell’Accademia Navale Filippo Davide Lunetto. Il tempo è di 24”57, ma il bello ha ancora da venire. Alla conclusione delle diciotto batterie, questo ragazzo proveniente dalla Repubblica del Senegal ha realizzato il migliore tempo per la categoria promesse, chiamato al podio, può salire sul gradino più alto e fregiarsi del titolo di campione Toscano. Una piccola impresa, ma una grande soddisfazione per il suo comandante e per il suo tecnico, il professor Nicola Parigi, ex azzurro del triplo. Lo abbiamo incontrato al piano terreno della Torre dell’Orologio, ci rendiamo subito conto che ci troviamo di fronte al classico figlio di buona famiglia, si evince l’educazione che ha ricevuto, al resto provvederà la sua permanenza in Accademia. Nasce a pochi chilometri dalla capitale Dakar nel 1992 sulla riva del mare che poi rappresenterà la sua vocazione, il papà è direttore di un ministero dell’infanzia, la madre è occupata come contabile, le due sorelle stanno affrontando gli studi liceali. Negli anni della scuola si dedica al calcio e all’atletica leggera, in modo particolare alla velocità del salto in alto. Completata la scuola superiore, vince un concorso e si trova a varcare il cancello del nostro prestigioso istituto marinaro. Anche la pratica sportiva contribuisce al suo inserimento in Accademia, dove da sempre si è data una grande importanza sia agli sport individuali e sia a quelli di squadra da dove possono scaturire quei contributi agli articolati piani di studio al termine dei quali si saranno formati degli uomini e delle donne con spiccate doti a fare gruppo, a diventare delle vere leadership capaci poi di affrontare qualsiasi situazione particolare. All’inizio c’era stato il problema della lingua, ma integrarsi è stato piuttosto facile grazie ai corsi promossi in Accademia e ai rapporti instaurati con i compagni di corso e in particolare con le colleghe. Impareggiabile l’esperienza vissuta a fine corso del primo anno sulla Vespucci, un autentico banco di prova dove tutti sono pronti a sopperire alle necessità dell’altro. Diouf ci confida che l’ambiente è veramente appassionante, nulla è lasciato al caso, ogni giorno ognuno è osservato e valutato, ogni attività è indirizzata a formare un autentico ufficiale di marina, un vero comandante di uomini. Grazie all’Accademia Navale di Livorno con la formazione ricevuta potrà ritornare nel suo paese e servirlo assumendo il comando di una nave. Ma intanto ci sarà da studiare e allenarsi: prossimamente sarà chiamato a partecipare al Torneo Inter Accademie, un appuntamento importante dove sicuramente sarà atteso alla prova. Livorno gli ricorda un po’ la sua Dakar, il mare e il porto sono molto simili e poi il cibo: va matto per le bruschette, ma anche il cacciucco resta nelle sue preferenze: del resto nel suo paese il piatto nazionale, il Kaldou, non si distacca più di tanto da questa nostra specialità.

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