Il Tirreno

Livorno

Il giovane difensore e l’incubo del campione

Andrea Timperi traina la truppa del Castelbadie e dà filo fa da torcere all’ex big del Livorno Scalzo

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Quando Christian Scalzo giocava in C2 con la maglia del Livorno lui, il 1 luglio del 1995, veniva al mondo. Quando Scalzo tornò tre anni dopo all’Armando Picchi, con gli amaranto appena promossi in C1, lui iniziava ad andare all’asilo nido. E quando nel 2001, con la maglia del Siena, Scalzo in serie B giocò, forse, una delle sue migliori stagioni in carriera, lui iniziava la prima elementare. Ieri, e questa forse è la vera bellezza del calcio, il giovane e sconosciuto Andrea Timperi, difensore esterno classe 1995 del Castelbadie, ha incrociato i suoi tacchetti con quelli dell’ex campione di Livorno e Siena. E nello scontro Timperi ne è uscito alla grande, lui che lo scorso anno giocava ancora negli allievi provinciali del Palazzi, formazione del quartiere più a nord di Cecina. Grazie anche alla sua prestazione maiuscola, e a quella di tutta la giovanissima truppa del Castelbadie, il Cenaia è uscito con un solo punto dalla trasferta di ieri e si è visto agganciare nuovamente al comando dalla Cuoiopelli corsara a Bientina. «Prima della partita ho guardato su wikipedia i dati della carriera di Scalzo, ovviamente ero un po’ teso – ammette il difensore del Castelbadie Timperi – il mister si era raccomandato con me, mi ha detto come giocare proprio su di lui e di stare sempre attento. Una volta iniziata la gara, però, la tensione è sparita, fortunatamente il pallone è uguale per tutti». E così Andrea Timperi, da difensore bravo ma per molti addetti al settore senza speranza di fare carriera per poca tecnica di base e un fisico non certo alla Giorgione Chiellini, è diventato l’incubo peggiore per il grande Scalzo. «Lui è un giocatore che ho sempre ammirato e merita tutto il rispetto, ha una carriera fantastica alle spalle – mette le mani avanti Timperi – io l’anno scorso giocavo ancora negli allievi provinciali e devo migliorare. Ma devo ammettere che, me lo hanno detto anche i compagni e il mister, oggi la palla non l’ha quasi mai toccata». Una prova maiuscola che ha permesso al Castelbadie di portare a casa un punto ma con molte recriminazioni. Un altro interessante giovane giallorosso, l’attaccante classe 1994 Tommaso Calandrino, ha infatti fallito il rigore del possibile 2-1. «Durante la partita sono entrato duro su Scalzo – dice ancora Timperi – lì per lì mi ha guardato male, ma poi, da grande (e sportivo) campione ha accettato le mie scuse. Questa sarà una giornata che ricorderò a lungo, anche se ora devo restare con i piedi per terra. Io e il Castelbadie, visto che la salvezza è ad un passo ma non ancora matematica».

Alessandro Bientinesi

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di Redazione web