Il Tirreno

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Balotelli straripa, ma al Milan c’è chi rosica

SuperMario batte da solo il Palermo, il Faraone esce ingrugnato. E Allegri non svela il suo futuro

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MILANO. Sette gol in sei partite, ieri una doppietta vincente per la volata Champions: Balotelli è il protagonista assoluto - forse anche troppo - della vittoria del Milan contro il Palermo. Dimenticare Barcellona: operazione compiuta come aveva chiesto Allegri, almeno stando al risultato. Il Milan però non ha giocato bene, accusando la botta del Camp Nou nelle gambe e nella testa; il Palermo di Sannino - bravo se non altro a ridare un senso di squadra ai rosanero - forse meritava di più, ha anche qualcosa di non secondario da recriminare con l’arbitro perché alla mezz’ora il fallo di mano di Zapata era da cartellino rosso.

Sul fronte rossonero, oltre ai 3 punti comunque importanti e meritati, la nota lieta è dunque SuperMario, apparso un’arma letale: preciso, potente, implacabile in area; e soprattutto sereno e concentrato come tutti speravano, quasi un leader potenziale di squadra e spogliatoio. Ma il vero problema è che con lui e il sempre più affidabile De Sciglio le note liete finiscono.

La scenetta rivelatrice avviene intorno al 60’, quando il Milan sembra in affanno e il Palermo spinge per raggiungere un non impossibile pareggio; San Siro mugugna e Allegri cerca giustamente di sparigliare: fuori uno spento El Shaarawy e dentro Niang per sfruttare gli spazi in contropiede, cosa che infatti avverrà in occasione del secondo gol. Il Faraone però la prende male, non si ferma, va direttamente a farsi la doccia e questo scatena anche un battibecco fra i panchinari rossoneri. Evidente la frustrazione del giovane attaccante, che da quando ha fatto irruzione Balo è retrocesso di colpo da protagonista a comparsa.

Nel dopo-partita Allegri ha minimizzato, ma curiosamente è stato proprio lui a gettare altra benzina sul fuoco, quando all’ennesima domanda sulla sua permanenza a Milano ha risposto secco: «Il futuro non è mai scritto, di definitivo non c’è nulla», a dimostrazione che certe botte il segno lo lasciano eccome. Aprile sarà comunque un mese cruciale per il Milan: per lo sprint Champions e per un futuro che, appunto, è tutt’altro che scritto.

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di Redazione web