Il Tirreno

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Il punto esclamativo del Livorno

di Alessandro Bernini
Il punto esclamativo del Livorno

Il Verona non passa e non sorpassa malgrado mezz’ora in 11 contro 10 (ingiustamente). Gran pareggio e prova di maturità

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INVIATO A VERONA. Caro Mandorlini, se vuoi vedere "Il sorpasso" ti consigliamo di prendere il dvd del film di Gassman e Trintignant: si vede anche il Romito e ti garantiamo che c'è un bel panorama. Ma nel calcio non ce n'è. Anche in 11 contro 10 e con un arbitro che ti fischia tutto a favore, per ora resti dietro. E' un pareggio quasi eroico quello strappato sul campo di Verona, conquistato con l'uomo in meno per più di mezz’ora, con il pareggio di Martinho che beffa Fiorillo sul primo palo, con uno stadio che per tutta la partita ha offeso i livornesi e quei 50 tifosi che invece alla fine hanno esultato orgogliosi.

I dati di fatto sono tre. 1) Il Livorno è cresciuto da morire rispetto all'andata mentre il Verona si è involuto. 2) il Livorno ha avuto tre nitide occasioni da gol (la rete di Paulinho, una palla che andava solo spinta dentro con Salviato, e un tiro di Belingheri) mentre Fiorillo non ha effettuato una parata degna di questo nome, per cui il Verona avrà fatto anche pressione ma molto sterile. 3) Il Verona ha i soldi e fior di giocatori, noi abbiamo cuore e grandi uomini.

Il colpo e la risposta. Il Livorno ha iniziato alla grande partita. Molto quadrato nel suo 3-4-1-2 con Duncan e Luci in mezzo al campo e "Beli" dietro alle punte, mentre il Verona ha scelto il 4-3-3 tanto amato di Mandorlini con un centrocampo in inferiorità numerica ma comunque bello tosto soprattutto grazie ad Halfredsson. Dopo 10 minuti sembrava di essere dentro una favola. Cross di Belingheri, mezzo liscio in area di Moras, e Paulinho che di precisione trova l'angolino e l'1-0. Il massimo della vita. Anche perché il Livorno per altri 10' ha continuato a tenere bene palla, spingendo molto a destra dove invece Bernardini e Salviato sembravano destinati a subire i guizzi di Martinho.

Poi però dopo il 20' il Verona ha preso campo iniziando a far paura. Il gol dell'1-1 è arrivato al 35': Martinho punta Salviato che gli lascia il lato esterno, da quella posizione il gialloblù può solo tirare sul primo palo e infatti spara dritto per dritto, con la palla che si indacca tra corpo e legno. Sul momento il Livorno sembra accusare il colpo, eppure sul finire di tempo sono gli amaranto ad avere la palla-gol più nitida. Azione sulla destra, palla che arriva al centro dell'area a Paulinho che si trova tra i piedi quasi un rigore in movimento, ma il suo destro gira troppo e finisce fuori. Che rabbia.

Rosso e nero. Rabbia che è esplosa nella ripresa. Perché il Livorno era partito di nuovo dando lezione di calcio al Verona, con i duetti Paulinho-Dionisi ed Emerson padrone della difesa.

Tant'è che al 17' il Livorno si è trovato una clamorosa palla-gol, ma Salviato solo davanti alla porta non ha trovato tempo e coordinazione neanche per calciare. Errore maldestro dal quale è partito un contropiede sul quale Duncan (già ammonito) ha forse sfiorato Cacia.

L'arbitro Tommasi (non ha fischiato mezza punizione al Livorno) non aspettava occasione migliore per tirare fuori il rosso. Livorno in 10 e soliti tifosi del Verona che hanno iniziato il loro "buu buu" contro Duncan che disperato si era sdraiato in terra: vediamo se passa inosservato.

Fatto sta che Nicola ha dovuto ridisegnare tutto. Fuori Luci (stanchissimo) e Dionisi, dentro Gentsoglou e Ceccherini per un 4-3-1-1 inevitabile, mentre Mandorlini ha spedito dentro prima Ferrari al posto di Gomez per dare più peso all'attacco, e poi addirittura il frullino Rivas al posto di Halfredsson.

Avanti di due. Il finale è stato una fiera resistenza, ma più che altro fino al limite dell'area perché Fiorillo non ha effettuato una sola parata. Tanti palloni gettati nel mezzo ma Livorno sempre con le idee chiare anche in 10, senza mai farsi prendere dall’ansia.

Morale: torniamo a casa con 2 punti di vantaggio e una squadra che non molla. E anche con l'orgoglio di non aver visto i veronesi festeggiare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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