Gioco
«Saremo in agguato, pronti a castigarli»
Attilio Perotti carica il Livorno. «Vedo i ragazzi molto sereni, e comunque non sarà decisiva per il secondo posto»
LIVORNO. Perotti, dopo tante parole l'attesa sta per finire. Domani c'è Verona-Livorno. Come ha visto i ragazzi in questi giorni ?
«Sono sereni. Sanno che cosa vogliono. Ci sono i presupposti per fare bene».
All'andata il Verona sembrò più solido del Livorno. Da allora, però, gli amaranto sono cresciuti moltissimo…
«Sì. Nicola ha lavorato davvero molto bene. Ora siamo una squadra. C'è grande unità d'intenti, consapevolezza della nostra forza. In questi mesi l'atteggiamento è stato eccezionale, propositivo e i ragazzi hanno interpretato sempre al meglio le gare e il risultati sono arrivati. Anzi. Sono andati oltre le più ottimistiche aspettative a conferma della validità di questo nucleo di giocatori».
La partita del 20 ottobre lasciò un lungo strascico polem ico. Avete voglia di rivalsa?
«Sinceramente no. Personalmente sono uno che guarda poco al passato e come me la pensa Davide Nicola. L'unica analisi possibile, quando si valuta ciò che è stato, è quella sugli errori commessi per capire dove è possibile migliorare. Parole come rivalsa e vendetta, anche se in ambito sportivo, non fanno parte del mio vocabolario. Il motivo? Le trovo controproducenti. Ci farebbero perdere la capacità di sintesi e di lettura della partita. Anche in questo senso siamo cresciuti perché ci siamo messi alle spalle qualche situazione negativa legata alla partita di cinque mesi fa».
L'amarezza per il pari con la Reggina è stata smaltita?
«Sì, perché la prestazione era stata molto buona e fa il paio con quella della settimana precedente a Spezia. Un mese fa abbiamo accusato una leggera flessione che nelle ultime due uscite abbiamo dimostrato di aver superato. È per questo che andiamo a Verona con tanta serenità nel cuore. Mancheranno Lambrughi e Schiattarella, ma abbiamo recuperato Belingheri, Luci e Gentsoglou. Ci sono i presupposti per fare bene».
Quello del Bentegodi è un bell'esame di maturità.
«Diciamo che è una partita tatticamente importante. Il Verona farà di tutto per vincere e per superarci in classifica, ma dovranno sbagliare il meno possibile, perché noi saremo in agguato pronti a castigarli».
Direttore, non può mancare la domanda tormentone. E' una partita decisiva per l'esito finale del campionato?
«Non credo. Dopo lo scontro diretto del Bentegodi ci saranno ancora undici partite nella quali può succedere di tutto. All'andata, dopo aver perso in casa con i gialloblù noi eravamo dietro. Poi, in poche partite riuscimmo a superarli e a prendere un buon margine di punti di vantaggio. Per cui, qualsiasi risultato esca dalla partita di domani sera, le due squadre avranno ancora molte settimane a disposizione per cambiare il volto della stagione».
Lei conosce bene l'ambiente di Verona. Che cosa dobbiamo aspettarci?
«GRande partecipazione dei tifosi, ma noi non dobbiamo farci condizionare".
Che ricordi ha della sua esperienza gialloblù?
«Bellissimi. Ho vinto un campionato di serie B e dieci anni dopo, in una situazione di aperta contestazione nei confronti del presidente Pastorello, mi salvai in serie A all'ultima giornata con la Reggina. Ho ancora molti amici a Verona, come ne ho a Livorno. Ho cercato di dare il meglio di me là e faccio lo stesso qui in questa avventura bellissima in amaranto».
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