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KICKBOXING

Gregorio Gentili e Giulia Bizzi, due guerrieri

di Carlo Fantoni
Gregorio Gentili e Giulia Bizzi, due guerrieri

LIVORNO. Weekend d’intensa attività quello appena trascorso per i combattenti del Rendoki Dojo, impegnati in giro per l’Italia nelle più importanti manifestazioni di kickboxing. Nel “Fight tribe” di...

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LIVORNO. Weekend d’intensa attività quello appena trascorso per i combattenti del Rendoki Dojo, impegnati in giro per l’Italia nelle più importanti manifestazioni di kickboxing. Nel “Fight tribe” di Firenze è Gregorio Gentili il primo a salire sul ring. Vent’anni ancora da compiere, già campione italiano, Gentili vince ricorrendo a tutta la sua capacità tecnica, con attacchi di braccia chiusi da calci bassi, in particolare andando a segno col diretto sinistro.

«Ha dominato le prime due riprese mentre nella terza è calato per una indisposizione – interviene l’allenatore Massimo Rizzoli - È un atleta che passa da una specialità all’altra crescendo a vista d’occhio».

Sembrava una vera e propria guerra il match vinto da Giulia Bizzi. Al termine di tre riprese senza un attimo di respiro, caratterizzate da scambi violentissimi, Bizzi vince per verdetto unanime. «Rispetto all’avversaria – commenta Rizzoli – è riuscita a sviluppare una mole maggiore di colpi andati a bersaglio, impreziositi da alcuni calci bassi particolarmente potenti».

Dopo è il turno di Maddalena Lenzi. Contro un’avversaria sempre in azione offensiva, Lenzi si muove bene sulle gambe, mettendo a segno combinazioni di ganci e calci bassi. «Anche se è finito in pareggio – continua Rizzoli – negli scambi Lenzi ha prevalso: non subendo colpi e piazzandone alcuni efficaci». Vittoria con esordio invece per Marco Bellandi. «La sicurezza e la varietà di tecniche mostrate non facevano pensare a un debuttante – conclude Rizzoli – Bravo sia nel colpire sia nel movimento sulle gambe: ha vinto ampiamente».

A Cesenatico invece, nella manifestazione “Fight for glory”, era impegnato Valerio Masi. Campione europeo in carica, Masi questa volta esce sconfitto in un match duro e comunque equilibrato, dove il livornese nelle prime due riprese mette a segno più colpi dell'avversario, subendo poi il suo ritorno nella terza. «I giudici hanno premiato l'atteggiamento più aggressivo nel finale dell'atleta di casa – interviene il vice allenatore Daniele Petroni – Ma sul piano dello scontro, dei colpi portati, Masi non meritava la sconfitta».

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