Gioco
Il gol-scudetto del soldatino
Brutta Juve, ma al 91’ vince e saluta tutti. La favola di Giaccherini, da riserva a protagonista
TORINO. «Non ho molto da dire: è il gol più importante della mia vita, spero che sia quello dello scudetto, ho lavorato tanto per farmi trovare pronto»: parole di Emanuele “Nanu” Giaccherini, man of the match di Juventus-Catania e da ieri pomeriggio con ogni probabilità man of the year. La musica invece ce la mette Antonio Conte: «Lui è il miglior spot della Juve: cuore e forza».
A volte il calcio partorisce miracoli: il soldatino più piccolo della compagnia bianconera (se la gioca con Giovinco) relegato da mesi fra le riserve entra a un quarto d’ora dalla fine e dopo aver sbagliato i primi tre palloni giocati, in un attimo diventa protagonista di una doppia apoteosi: una brutta partita si trasforma nel match-scudetto; e la stagione peggiore dell’esterno juventino si trasforma in qualcosa da raccontare ai nipoti.
Succede al 91’ quando l’indomabile Pogba (migliore in campo) tenta un ultimo affondo verso la porta catanese, Andujar smanaccia, il pallone resta lì e in mezzo a tre o quattro difensori arriva Giaccherini che lo spedisce nell’angolo basso facendo esplodere lo Juventus Stadium. Un gol decisivo e quasi catartico, che spazza via la più brutta prestazione stagionale della squadra di Conte e tutti i timori di una possibile remuntada milanista; il Napoli ci ha già pensato da solo a togliersi di mezzo e quindi non ci sono più dubbi: con 9 lunghezze di vantaggio a 10 giornate dalla fine lo scudetto-bis è già realtà, manca solo il timbro.
Inutile disquisire sui problemi palesati dalla Juve contro un Catania dimezzato da infortuni e squalifiche che però per 90 minuti ha tenuto in scacco i bianconeri correndo anche pochi pericoli: un palo di Vucinic e due belle parate di Andujar in tutto. Lenta e prevedibile, la Juventus ha avuto un rendimento all’altezza solo dalla difesa e da Pogba, però ha insistito ostinatamente fino in fondo: spesso sono queste vittorie “sporche” a decidere i campionati, e a volte il timbro lo mettono proprio i soldatini. Meritatamente.
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