Il dolore
E ora l’Inter è in lotta per il quinto posto...
Il Bologna vince e a tratti domina a San Siro. La stagione nerazzurra precipita, cosa farà Moratti?
MILANO. Il disastro è servito, nemmeno un pareggino per onorare con un minimo di decenza il compleanno societario numero 105, il terzo posto (anche il quarto) si allontana e di obbiettivi possibili non ce ne sono praticamente più, a meno di ripiegare sulla Coppa Italia.
L’Inter sprofonda, cosa farà Moratti? L’intento era quello di arrivare a fine campionato ma la squadra adesso è veramente in caduta libera e sarà difficile non prendere provvedimenti immediati mentre la stagione finisce nel cestino partita dopo partita: stavolta i rischi per Stramaccioni sono davvero alti. La parola che comincia ad imporsi nei bilanci nerazzurri è la più indigeribile: fallimento.
Il Bologna viene a San Siro e vince con calma e merito, perché il disastro nerazzurro non è solo di risultati ma anche e soprattutto di gioco: nemmeno una palla-gol creata nel primo tempo, due o tre nel confuso assalto finale, ma la difesa rossoblù - che pure non è certo fra le migliori del campionato - non si è scomposta più di tanto; Pioli si è permesso il lusso di cambiare un centrale nella ripresa facendo debuttare il brasiliano Naldo che ha fatto anche lui un figurone. L’Inter non perdeva in casa da settembre e anche questo era rimasto uno dei pochi fiorellini all’occhiello ma da ieri sera è appassito insieme agli altri: giustamente perché il Bologna non ha rubato niente e pur senza fare la partita della vita ha mostrato di essere l’unica squadra in campo, a fronte di un’accozzaglia di solisti tatticamente mal disposti e fisicamente giù di corda.
Il bel gol di Gilardino al 57’ è stato la conseguenza logica di quello che si è visto in campo, soprattutto nel primo tempo: finché Diamanti ha avuto gambe per ispirare la manovra rossoblù (nella ripresa è calato) le uniche azioni sono state del Bologna, superiore a centrocampo con un partitone di Perez e Taider, e pungente in attacco. Ci vuole fantasia per salvare qualcuno nell’Inter: l’eterno Zanetti, il generoso Ranocchia (ma più da punta aggiunta che da difensore) e forse - udite udite - il subentrato Cassano, cosa che peraltro non consola Stramaccioni ma forse lo imbarazza ancora di più.
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