Il Tirreno

Livorno

Castenaso in dieci spaventa la Lucchese

di Luca Tronchetti
Castenaso in dieci spaventa la Lucchese

In un campo impossibile i rossoneri agguantano il pari approfittando dell’uomo in più e nel finale Casapieri salva il punto

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Una squadra formata da operai, impiegati e studenti che si allenano di sera quattro volte alla settimana e costretta a giocare in inferiorità numerica per mezz’ora abbondante mette alle corde una Lucchese con ambizioni di primato. I rossoneri si salvano grazie a da due miracoli del portiere Casapieri che regala un punto importante capace di tenere in corsa la formazione diretta da Duccio Innocenti ora a 5 punti dalla vetta per il clamoroso e inatteso tonfo interno della capolista Tuttocuoio. Ma in un campo impossibile ricoperto dal fango va in scena la sagra degli orrori. Con l’ennesima formazione della stagione (stavolta il modulo è il 4-2-3-1) e l’impiego della «banda bassotti» (alias Da Silva e Pettrone) decisamente a disagio su un terreno pesante dove la palla s’impantana e non va avanti. Sarà anche un caso, ma il pari arriva nella ripresa quando Innocenti si decide a impiegare la seconda punta (Canalini) accanto a Brega tornando al 4-4-2. Di buono restano la classifica che, ad 8 turni dal termine, sorride ancora alla Lucchese terza in classifica e la serie positiva che dura da metà dicembre con 11 risultati utili (5 vittorie e 6 pareggi). Ma sul piano del gioco, della determinazione, della convinzione nei propri mezzi la prova dei rossoneri è un disastro. Così non va.

Questione di cuore. Quello che mettono dal primo all’ultimo secondo i bluamaranto che si richiamano al team creato negli anni Novanta dal tandem Fazio-Bartoletti nella trasmissione «Quelli che il calcio». Di contro la Lucchese traccheggia, non affonda, si limita a una sterile supremazia territoriale. Mosci, lenti, senza idee i rossoneri cedono metri. E i «dopolavoristi» vanno in gol.

Qualità degli under. Il merito va a due ragazzi di 19 anni. Burnelli, imprendibile in velocità, e Sandri, un pennellone di 1,90 che nel fango trova il suo habitat naturale. È proprio la serpentina del primo a consentire al secondo il tap in vincente nell’area piccola. Under in grado di fare la differenza contrariamente a quelli rossoneri. Il guaio è che preso lo schiaffo la Lucchese non reagisce. Encefalogramma piatto.

Emozioni nel finale. Nella ripresa entra Canalini e la musica cambia. I rossoneri beneficiano dell’uomo in più per l’ingenuo fallo a centrocampo di Gallinucci che, già ammonito, lascia i compagni in dieci. La Lucchese alza il baricentro e conquista punizioni dal limite. In una di queste è proprio Canalini a trovare lo spiraglio giusto e a rimettere la partita in carreggiata. L’ultimo quarto d’ora offre emozioni per i deboli di cuore. Per due volte Casapieri ipnotizza le punte locali lanciate negli spazi e su un rovesciamento di fronte è un salvataggio in rovesciata sulla riga a negare a Canalini la gioia del gol della vittoria.

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