Gioco
Azzurri peccato, sconfitti sul filo di lana
Carrarese finalmente grintosa e vogliosa, il Perugia trova un varco al 42’ della ripresa ma ringrazia anche l’arbitro
CARRARA. Si arrende solo sui titoli di coda una Carrarese tosta, grintosa, che ha il merito di non mollare mai ma anche il demerito di non concretizzare quelle poche chance concesse dal campo pesante, da una difesa attenta guidata dall’ex Lebran e da un arbitro imbarazzante per la gestione dei falli e dei cartellini sempre in favore degli umbri.
Su un terreno davvero ai limiti della praticabilità, la Carrarese ripropone il 4-1-4-1 visto a Prato con il rientrante Pestrin davanti alla difesa, Venitucci e Mancuso sugli esterni, Juan Cruz e Belcastro interni dietro l'unica punta Merini. Indisponibili Malatesta e Makinwa, dietro Melucci è preferito ad Anzalone, ma dopo 10' l'ex Pisa si infortuna e la bandiera azzurra sfodera una prestazione da incorniciare. Perugia con il tridente, Carrarese che inizialmente soffre la verve degli ospiti, che vanno al tiro per due volte nel giro di tre minuti, al 7' con Liviero, Piscitelli respinge di piede, poi con Fabinho, Piscitelli si salva.
La Carrarese prova a cercare gli esterni, Belcastro ha una buona iniziativa potrebbe tirare ma rimette all'indietro e la chance sfuma. Il tecnico Ivo Iaconi si fa sentire eccome, spesso arriva al limite del campo, più dentro che fuori, pur di incitare i suoi. La squadra azzurra rimane corta, Merini prova a far reparto da solo, mentre Mancuso rientrando da sinistra è penalizzato dal fondo pieno di pozzanghere che non gli permette l’abituale uno-due verso la porta avversaria. In classifica c’è un abisso di punti, 24 al fischio d’inizio, ma non si notano. Agonismo, applicazione, grinta: da tempo, dalla vittoria con il Sorrento (l’unico sorriso del 2013, poi solo sconfitte nelle altre sette partite), forse uno spezzone iniziale con il Viareggio e a sprazzi a Prato, non si vedeva una Carrarese così vogliosa. E infatti, a fine partita, i tifosi l’hanno applaudita. Il Perugia per trovare il bandolo della matassa ha avuto bisogno di una direzione arbitrale largamente favorevole, che ha disinnescato quelle due-tre situazioni potenzialmente pericolose (un fallo su Merini al limite fischiato contro, un atterramento in area su Anzalone lasciato correre) e per lunghi tratti è stato a senso unico. A vincere è stato chi ha avuto più precisione: nella ripresa, al 3’ Dettori ha calciato fuori su punizione, al 7’ Nicco si è visto respingere da Piscitelli il tiro a colpo sicuro, al 13’ Juan Cruz, di sinistro, non ha trovato la porta. Al 42’ Moscati, approfittando di un varco a destra, ha fatto palo-gol. Merini di testa al 48’ ha invece trovato un ottimo Koprivec. Carrarese ancora ultima, Barletta a 2 punti e Sorrento a 3. Il calvario continua ma giocando così i risultati devono arrivare per forza.
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