Gioco
A Verona senza 2 punti ma con tanta rabbia in più
Nicola elogia i suoi: «Orgoglioso di loro, con la Reggina dovevamo vincere Se ora arriverà qualche punto oltre i nostri meriti, nessuno si sentirà in colpa»
LIVORNO. Una domenica di pensieri e parole. Alzi la mano chi è riuscito a chiudere occhio dopo il pareggio con la Reggina. Chissà quante volte si sono ripresentate alla memoria le immagini dei gol calabresi. Un incubo ricorrente che ha cavalcato l'onda emotiva generata dall'amarezza per il risultato sfuggito di mano nelle circostanze che tutti conosciamo.
La saggezza di Nicola. Con il passare delle ore le emozioni hanno lasciato il campo libero alla razionalità. Per la verità Davide Nicola ha iniziato a lavorare in questa direzione già da sabato sera. Il tecnico piemontese ha opportunamente difeso Fiorillo e ha elogiato la squadra per la prestazione di altissimo livello fornita contro i calabresi: «Contro la Reggina - ha detto - abbiamo acquisto ulteriore consapevolezza. Abbiamo capito che le assenze e gli infortuni non ci condizionano. I ragazzi in campo hanno rispettato le consegne alla lettera e hanno fatto tutto quello che avevo chiesto».
I due punti persi fanno male, ma Davide ha accettato il verdetto del campo, un modo intelligente per voltare subito pagina: «Rosichiamo perché avremmo meritato di più, ma la nostra forza è la coerenza. Ricordate? Quando pareggiammo a Padova affermai che avevamo comunque disputato una brutta partita e lo dissi ai ragazzi guardandoli negli occhi. Dopo la gara con la Reggina con la stessa onestà ho detto che dovevamo vincere. Significa che ora siamo in credito e che se dovessimo prenderci qualcosa che va al di là dei nostri meriti, nessuno dovrà sentirsi in colpa».
Gruppo d'acciaio. I giocatori, fin dall'inizio di questa bella avventura a luglio, hanno applicato alla lettera i concetti espressi dal loro allenatore. La questione non è solo tattica, ma di atteggiamento, di mentalità e di comportamenti.
Sono tre le immagini che rubiamo al sabato amaro per chiarire questo aspetto: la maglia amaranto con su scritto “Sili ti aspettiamo” esibita da Dionisi dopo il gol del pareggio. Il famoso cerchio in mezzo al campo alla fine della partita con Nicola che rincuora Fiorillo. Infine, al momento del saluto alla curva, non è sfuggito a nessuno come Dionisi abbia letteralmente trascinato il portiere sotto la postazione dei tifosi. Ecco. Il Livorno deve ripartire da qui.
La questione-portiere. Purtroppo però adesso c'è anche da gestire la condizione psicologica di Vincenzo Fiorillo. Allenatore, tifosi e squadra, lo hanno protetto mostrando (specie gli sportivi) grande maturità. Sarà determinante anche il lavoro del preparatore Rossano Berti.
Sicuramente alla ripresa degli allenamenti Nicola, dopo aver riflettuto per tutta la giornata di ieri, parlerà con il giocatore per un confronto serio e salutare. Davide probabilmente, visto che l'infortunio di Mazzoni non sembra risolvibile da qui a venerdì, comunicherà a Fiorillo che sarà lui a difendere i pali del Livorno a Verona, proprio per la questione della coerenza a cui accennavamo in precedenza.
A Verona. I due punti persi sabato fanno male per il modo in cui sono sfumati e cambiano radicalmente l'approccio alla partita del Bentegodi. Una cosa sarebbe stata presentarsi allo scontro diretto con 4 punti di vantaggio, un'altra con 2 e quindi con il rischio di essere superati in classifica.
Detto questo, però, il Livorno deve far propria una considerazione captata a caldo sabato allo stadio: se vince il Verona il campionato non è affatto finito. Se vince il Livorno va a più 5 e per i gialloblu sarebbe una mazzata insopportabile. Giochi ancora aperti, quindi, e soprattutto coraggio e testa alta. Questa squadra ha dimostrato di esaltarsi nelle difficoltà e allora, animo e fiducia. In casa di Mandorlini sarà durissima, ma non è una partita impossibile.
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