Il Tirreno

Livorno

Sarà un mondiale davvero difficile

di Elena Guerri
Sarà un mondiale davvero difficile

Con la Granfondo di Firenze abbiamo provato il percorso iridato di settembre

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FIRENZE. Sono stati migliaia i ciclisti che sabato mattina hanno invaso la Fortezza da Basso in occasione della Granfondo Firenze De Rosa, organizzata dall’Associazione Veloce Club Firenze nell’ambito della manifestazione di BiciFi, Florence Bike Festival. Oltre 2000 gli amanti delle due ruote presenti all’evento che si sono dati battaglia su quelle stesse strade e salite che a settembre ospiteranno i mondiali. Tanta fatica e tanta emozione per una corsa davvero da ricordare. E noi eravamo lì, in corsa a testare il tracciato.

Per affrontare i due selettivi percorsi da 80 o da 130 chilometri è stata necessaria una preparazione scrupolosa. Indispensabile poi aver sempre a disposizione barrette energetiche e zuccheri per scongiurare eventuali crisi di fame. In attesa dello start, però, non è mancata l’occasione di incontrare tante facce note: il team femminile del Vaiano, il signore degli anelli Yuri Chechi, l’ex calciatore Fabrizio Ravanelli. E poi l’ex professionista Francesco Casagrande: «Tenevo ad essere presente a questa manifestazione che coinvolge la mia città natale. Il percorso sarà sicuramente selettivo». Hanno concordato anche Max Lelli e Paolo Alberati che ha fatto notare: «Il tracciato è da adrenalina pura».

Alle 10 in punto è scoccata l’ora del via ufficioso. Nessuno voleva rimanere indietro, nonostante durante i primi venti chilometri la velocità fosse stata controllata dalle staffette, attraverso il centro del capoluogo toscano, sotto la cupola di Brunelleschi, la Basilica di San Miniato e le frazioni di Galluzzo e Tarvenuzze, impassibili e imponenti di fronte alla fiumana umana. Tra spinte, sorpassi e acrobazie in gruppo è giunto il tanto atteso chilometro zero e, come si dice in gergo, è stato dato fuoco alla micce. Tra Impruneta, Tavernelle, San Casciano, Castellina, Radda in Chianti e Greve in Chianti non c’è stato veramente un attimo di respiro. Salite, saliscendi e tanto tanto vento. Grazie ad un’organizzazione impeccabile, la manifestazione si è svolta in perfetto ordine immersa in suggestivi paesaggi.

Finalmente l’ultima asperità di giornata: Fiesole con i suoi quattro chilometri e quattrocento metri. Vana l’ illusione che le fatiche fossero terminate, perché ai meno dieci dal traguardo, un muro spezza le gambe al 25% di 500 metri ha separato l’attesa discesa e la picchiata su Firenze. «L’ultimo strappo è stato micidiale - ha detto il professionista della Nippon De Rosa Leonardo Pinizzotto- a settembre dovrà essere affrontato per ben dodici volte» «Le pendenze sono state impegnative - ha confermato la due volte campionessa del mondo Giorgia Bronzini -, sarà un mondiale duro, ma non impossibile da preparare. Conto su una nazionale affiatata e agguerrita».

Nel percorso lungo hanno conquistato il gradino più alto del podio l’ex professionista russo Nikita Escov (Cicli Maggi Tinkoff), con una media di 37.9 e Claudia Gentili (Prestigio Came Giordana). Nel medio hanno trionfato Gregory Bianchi (Gsd Team Saccarelli) su Stefano Borgese, Nicola Roggiolani e Chiara Ciuffini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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