Sicurezza
PAZZA INTER, LA MEZZA GARA PERFETTA
Non è un caso se la chiamano "pazza Inter". Ieri la squadra nerazzurra ha dato l'ennesima dimostrazione della sua imprevedibilità, con un'assenza totale di logica. A Catania, dopo un primo tempo...
Non è un caso se la chiamano "pazza Inter". Ieri la squadra nerazzurra ha dato l'ennesima dimostrazione della sua imprevedibilità, con un'assenza totale di logica. A Catania, dopo un primo tempo incomprensibile, ha giocato la "mezza partita" della vita. L'Inter è fatta così, può vincere o perdere con chiunque. Nella sua storia recente l'unico periodo di razionalità l'ha vissuto con Mourinho, ma per il resto si è sempre portata dietro l'identità stravagante che ha nel suo dna. La "follia" della squadra si nota anche a livello societario. Il caso-Cassano ne è un esempio. I battibecchi in allenamento ci sono da sempre in tutte le realtà sportive. Solo che all'Inter un bisticcio il giorno dopo finisce sul giornale. Se fosse capitato nello spogliatoio del Milan, che ha un'identità opposta, probabilmente nessuno lo avrebbe saputo.
Cassano, dal canto suo, è un "giovane" di 31 anni che non cambierà mai il suo comportamento. Non può più essere considerato un ragazzo in attesa di maturazione. La sua indole è chiara, le sue uscite si ripetono in modo ciclico. Ma in questo caso non parlerei di "cassanata". Qualsiasi giocatore può avere un alterco con il proprio tecnico, ma ormai è difficile perdonare qualcosa a Cassano per la nomea che si porta dietro. Stramaccioni ha deciso di escluderlo per la trasferta di Catania, e a pensar male si potrebbe azzardare che mettere Palacio in panchina sia stata una scelta fatta per rendere credibile la non convocazione di Cassano, motivata dal tecnico come una scelta tecnica per far rifiatare chi aveva giocato di più. Palacio titolare avrebbe perciò contraddetto la spiegazione di Stramaccioni, che per quanto sia un bravissimo allenatore a volte rischia di cadere nel vortice dell'imprevedibilità nerazzurra.
Un'ultima osservazione sul campionato. L'esperienza insegna che i pronostici estivi lasciano il tempo che trovano. Ora, invece, verdetto è chiaro: Napoli, Lazio, Roma e Inter non si sono dimostrate all'altezza della lotta per il titolo. L'unica squadra che, paradossalmente, avrebbe potuto farlo, è il Milan, che dopo un avvio disastroso si è rivelata l'unica realtà capace di avere la continuità da grande squadra, facendo anche più punti della Juventus negli ultimi mesi. Senz'altro è tardi per lottare per lo scudetto, ma credo che i rossoneri abbiano tutte le carte in regola per puntare al secondo posto.
(testo raccolto da G. Carlini)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google