Il Tirreno

Livorno

La Trost delude nell’alto ma La Mantia è di bronzo

La Trost delude nell’alto ma La Mantia è di bronzo

Atletica Euroindoor: la giovane azzurra battuta dalla tensione, è solo quarta Dal salto triplo donne l’ultimo podio: l’Italia torna a casa con cinque medaglie

3 MINUTI DI LETTURA





La bella stagione invernale di Alessia Trost si chiude ai piedi del podio europeo. La ragazza di Pordenone finisce quarta nella finale dell’alto agli Europei Indoor di Goteborg, con una misura di 1,92, che condivide con l’estone Iliutsenko (pari merito con l’azzurra) e con la bulgara Veneeva (sesta). L’oro va alla spagnola Ruth Beitia, unica capace di superare l’1,99, con le svedesi Ebba Jungmark (seconda, 1,96 al primo tentativo) ed Emma Green Tregaro (1,96 al secondo) a dividersi le piazze del podio.

La Trost, presentatasi alla rassegna continentale forte del 2,00 realizzato il 29 gennaio scorso, miglior prestazione mondiale dell’anno, non è riuscita a mettere in pedana tutto il suo immenso talento, ma va anche ricordato che per lei si trattava del primo impegno internazionale assoluto, quindi dell’esordio in Nazionale. La saltatrice delle Fiamme Gialle compirà 20 anni venerdì: il futuro è dalla sua parte.

La decisione della gara, come previsto, avviene nel passaggio da 1,92 a 1,96: le sei atlete rimaste in corsa (Trost compresa, ma non l’olimpionica belga Tia Hellebaut, eliminata a 1,92) diventano tre. Per le medaglie è cosa fatta, la spunta la più esperta del gruppo, Ruth Beitia, 33 anni, a conferma del fatto che in una specialità come l’alto, l’esperienza, la capacità di sostenere la tensione, sono fattori assolutamente decisivi. «La tensione mi ha devastato - ammette la Trost in zona mista -: la qualificazione di sabato è stata un gara a tutti gli effetti, e probabilmente non sono riuscita a recuperare nello spazio di 24 ore. C’è un mix di emozioni contrapposte dentro di me: da una parte, la soddisfazione per un quarto posto che non mi dispiace del tutto, e per la bella stagione invernale; dall’altra, sono insoddisfatta per la misura che non è venuta qui, credo che l’1,96 avrei dovuto farlo».

Per l’Italia in mattinata c’era stato il bronzo di Simona La Mantia nel triplo donne (14,26), gara di cui era la campionessa continentale uscente. Così la spedizione targata Fidal del presidente grossetano Alfio Giomi ha chiuso Goteborg 2013 con un bottino complessivo di 5 medaglie: 1 oro, 1 argento e 3 bronzi. «Ho lottato con le unghie e con i denti per difendere il mio titolo - racconta la La Mantia nel dopo gara - e con un inverno diverso probabilmente sarei riuscita a farlo anche meglio di così. La Saladuha ha tolto subito di mezzo la medaglia d’oro, e noi altre (lei e la russa Irina Gumenyuk, poi seconda, ndr) ci siamo dovute “azzannare” per argento e bronzo. Sono felice di non essermi arresa». Il bendaggio all’anca, visibile in gara, è il segno dei problemi fisici. «Ho rimediato una sublussazione in allenamento, e ho dovuto rivedere i miei piani - dice la triplista palermitana -: quindi, a conti fatti, va bene così. Anzi, non va bene per niente l’unica cosa che salvo è il fatto di esserci. Io ci sono».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web