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La Juve guarda dall’alto. E non si fida

La Juve guarda dall’alto. E non si fida

Attacco spuntato, trappole su due fronti: poco turnover mercoledì col Celtic

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TORINO. La Juve non si fida di nessuno. In campionato il pareggio di Napoli è un bel risultato ma non chiude i conti con la squadra di Mazzarri, mentre dietro rinviene a tutto gas il Milan e danno segni di vita Inter e Fiorentina. In Champions la qualificazione ai quarti è praticamente acquisita, eppure perfino il ritorno col Celtic crea qualche grattacapo.

Il problema che continua a inquietare Conte è soprattutto quello dell’attacco: a parte l’enigma Anelka e Bendtner che anziché curarsi in Danimarca si fa arrestare per guida alcoolica, nessun attaccante bianconero è indenne da critiche: Vucinic a Napoli si è ancora una volta segnalato per i gol decisivi che sbaglia, Giovinco raramente è decisivo, Matri va a corrente alternata e Quagliarella è sparito dai radar. Insomma, chi li fa i gol? Non potranno sempre provvedere i Chiellini o il centrocampista di turno.

Tuttavia, non è tempo di riflessioni approfondite o esperimenti: mercoledì arriva il Celtic e Chiellini mette in guardia tutti: «Non dobbiamo illuderci che la qualificazione sia già in tasca nostra». Lo pensa anche Conte, che oltre a quello dell’attacco, ha il problema serio di tre diffidati, Lichtsteiner, Marchisio e Vidal. Sarebbe assurdo perderli per i quarti, ma in Champions non si scherza, per cui Pogba probabilmente sarà il sostituto di Marchisio ma Vidal andrà in campo e al 90% anche Lichtsteiner, perché Caceres non è a posto e Isla non dà affidamento. E in difesa? Lo stesso Chiellini potrebbe tornare in panchina rilevato da Peluso, il più bisognoso di tirare il fiato sarebbe in realtà Barzagli, ma ancora una volta non sarà possibile.

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di Redazione web