Gioco
Il Pisa alla fine trova i fischi dell’Arena
Gara deludente con la Paganese (che ridotta in 10 colpisce due traverse), ma il quinto posto per ora è salvo
PISA. Le gambe ci sono, il cuore anche, ma per vincere servono anche altre cose. Fischi per tutti a fine gara: l’Arena ha sostenuto a gran voce fino al termine un Pisa che si è smarrito chissà dove, ma non può bastare l’assalto - generoso anche se mai lucido - degli ultimi 15’ per assolvere i Pane-boys, deludenti per l’ennesima volta in questa strana stagione.
Strana, sì, perché con tutte le sue malefatte degli ultimi mesi, il Pisa a questo punto dovrebbe essere impelagata nella lotta per la salvezza e invece, a 8 giornate dalla fine, è quinto (a pari merito col Frosinone) e quindi in piena zona playoff.
Ieri però ha deluso davvero. Con un primo tempo giocato in maniera grossolana, e sì che l’avversario non era di quelli trascendentali: la Paganese fuori casa aveva fatto un solo punto nelle ultime 4 gare. E nella ripresa, anche dopo l’espulsione del centrocampista ospite Ciarcià, Tulli e compagni non hanno mai concretizzato la supremazia territoriale, anzi con l’uscita di Colombini ha cominciato a ballare anche la difesa e nella stessa azione, al 30’, su palla spiovente dalla sinistra, prima Fava e poi Caturano (a porta vuota) hanno colpito la traversa.
Poco Pisa dunque, o almeno poche idee. Partito con il 3-5-2 d’ordinanza (gli avversari avevano uno schieramento abbastanza simile, ma con Tortori e Franco che si alternavano a sostegno del centravanti di lungo corso Dino Fava), non ha trovato sbocchi finché, nel finale del primo tempo, Pane non ha avanzato Favasuli a svariare dietro le punte. Ma il gioco si accendeva solo quando Tulli inventava qualcosa da solo, come al 31’ quando un suo missile, respinto male dal pittoresco Marruocco, ha innescato Scappini in piena area, ma quest’ultimo ha tirato addosso al portiere .
Pane le ha provate tutte: nella ripresa ha provato a cambiare marcia con gli inserimenti di Gatto e poi di Pedrelli, ma c’è riuscito solo nel finale quando ha rischiato il 4-2-4 (Gatto e Benedetti gli esterni); il primo cross degno di questo nome per Scappini era arrivato solo al 19’ st ad opera di Benedetti. Con le 4 punte, almeno, il Pisa ha creato un po’ di bagarre e un paio di mischie in area avversaria, ma senza fortuna. Una grossa occasione perduta: il Pisa avrà l’occasione di mostrare il dovuto orgoglio nelle prossime due trasferte di Catanzaro e Nocera. Se lo farà, i playoff in questo bassissimo campionato non saranno un miraggio.
Nota finale per la direzione di gara, modesta al limite dell’imbarazzante. Non visti, fra le altre cose, una gomitata gratuita di Perrotta a Colombini e un fallo di mani in area ospite. Ma l’arbitraggio, col fatto che il Pisa ha giocato male, non ha nulla a che vedere.
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