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Clamoroso al Cibali: l’Inter risorge da baracca a Palacio

Clamoroso al Cibali: l’Inter risorge da baracca a Palacio

Dopo un primo tempo horror l’argentino guida il ribaltone E il miracolato Strama vince tre volte e perdona Cassano

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CATANIA. Ha vinto, dopo aver visto in faccia l’inferno e forse anche l’esonero: «abbiamo fatto venti minuti da incubo», ammette lui stesso. Ma alla fine l’Inter piano piano ha scalato anche il purgatorio e al 91’ si è ritagliata un angolino insperato di paradiso. E adesso Andrea Stramaccioni conta una per una le sue monete sonanti: prima di tutto i 3 punti fondamentali, poi una vittoria scacciacrisi nel momento più nero con prospettive di podio finale che rinascono, infine il prestigio personale accresciuto dopo aver deciso un rischiatutto che poteva essergli fatale.

E così, dall’alto della sua tripla vittoria, Strama può anche concedere qualcosa al reprobo Cassano, anche perché non si può certo permettere di emarginarlo a lungo: «Dentro lo spogliatoio ci possono essere discussioni più o meno accese e altre ci sono state - dice il tecnico - ma cosa succede e come risolviamo i problemi dovrebbero essere cavoli nostri. Comunque non c’è nessuna esclusione per Antonio, ho soltanto deciso di non convocarlo: giovedì, toccando ferro, sarà nella lista dei 18, poi vedremo se partirà negli undici in campo a Londra col Tottenham». Riabilitato, dunque, a patto naturalmente che chieda scusa per la “smattata” di venerdì alla Pinetina.

Nel frattempo l’Inter rinverdisce e ribalta a suo favore il famoso slogan “clamoroso al Cibali”, rimontando dallo 0-2 del primo tempo a un 3-2 finale sul quale all’intervallo nessuno avrebbe scommesso mezzo euro. Determinante l’ingresso di Rodrigo Palacio al posto di Rocchi: l’argentino prima dà l’assist del gol che riapre la partita mandando a segno l’impalpabile Alvarez, poi si carica direttamente sulle spalle la squadra e mette dentro una doppietta pesantissima.

L’entusiasta pubblico di Catania ci rimane malissimo, e anche il tecnico etneo Maran, che inutilmente si è sgolato nella ripresa con i suoi: «Dovevamo gestire il risultato e farli correre, abbiamo buttato via un punto per non dire tre», ha ammesso nel dopo partita l’allenatore-rivelazione.

L’Inter ha ribadito la sua natura amletica risorgendo non solo dal doppio svantaggio, ma da un primo tempo pessimo in difesa (entrambi i gol del Catania sono stati regalati) e inconsistente anche in attacco: paradossalmente la squadra nerazzurra ha rischiato e sbagliato di più all’inizio quando giocava coperta che non nel secondo tempo quando si è rovesciata in avanti alla ricerca della rimonta. Restano molti dubbi su ogni reparto e anche la sensazione di un’impresa estemporanea, ma certamente hanno ragione Strama e Cambiasso quando dicono che «questa partita ha dimostrato che la squadra è compatta e ha un gran carattere».

L’uomo-partita Palacio auspica che a Catania sia «scoccata la scintilla» e anche questo è possibile: con tre punti d’oro e una classifica promettente il miracolo sembra nuovamente possibile. Magari proprio con l’aiuto di Cassano. «Noi lo accoglieremo normalmente - annuncia Cambiasso - facendo finta che fosse semplicemente squalificato».

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