Italia
Il gol del cuore del bomber cavatore
Il super attaccante Pancetti è tornato in campo per salvare il suo Gorfigliano
LUCCA. A metà degli anni novanta, Gabriele Pancetti da Gorfigliano era uno degli attaccanti più promettenti in Lucchesia e non solo. Gol a grappoli con giovanissimi e allievi del Castelnuovo, qualche contatto con squadre professionistiche, poi diversi anni di prima categoria, chiusi in anticipo per passare agli amatori. Adesso Gabriele ha 31 anni e, nell'ultima partita del 2012, è tornato a giocare in Seconda Categoria, nel Gorfigliano, trovando il gol dopo soli otto minuti. «Sono tornato a giocare solo per il bene della squadra del mio paese, Gorfigliano. In questi anni mi avevano cercato varie squadre della Garfagnana, ma ho detto di no». I motivi sono quelli classici di un ragazzo di 31 anni, fuori dal giro: «Il duro lavoro e la famiglia erano il motivo principale dei miei no. Per fare bene le cose, ci vogliono motivazioni, testa sulle spalle e sacrificio». Poi la chiamata del suo compaesano Ivano Orsi, allenatore del Gorfigliano: «Quando c'è stata la sua chiamata, sono arrivate prontamente le motivazioni, ne ho parlato in famiglia e tutti mi hanno dato l'ok. Giocare per la squadra del proprio paese dà ovviamente una motivazione forte. Per la salvezza della mia squadra, sento di riuscire a trovare il tempo e gli stimoli necessari. L'esordio con un gol è il modo migliore per dire a tutti che a dare una mano ci sono anche io». Dopo il duro lavoro nelle cave di marmo, lavoro che rappresenta ancora la maggiore fonte di reddito del paese, Gabriele Pancetti toglie elmetto e scarpe antinfortunistiche e indossa scarpini e calzoncini, sperando di far festa insieme ai compaesani, la seconda consecutiva dopo la vittoria del campionato di terza. Per quanto riguarda la sua carriera di calciatore, due rimpianti: «Il primo è stato quello di non avere avuto la testa per giocare ad alti livelli,il secondo è stato quel fantastico gol che segnai con la maglia del Castelnuovo contro la Juve nel torneo Maestrelli a 15 anni, che mi venne inspiegabilmente annullato».
Michele Citarella
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