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Entrano, giocano...e fanno anche gol

Entrano, giocano...e fanno anche gol

Da Salviato a Meola: il segreto del boom amaranto è anche in panchina

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LIVORNO. Entrare a partita in corso non necessariamente significa entrare “in” partita. Sì, perché può succedere che un giocatore proveniente dalla panchina faccia fatica a trovare il ritmo giusto, che stenti a carburare. Ma nel calcio accade pure il contrario. Uno viene gettato nell'arena e spariglia il mazzo, il suo impatto sulla gara è perfetto e la squadra ne trae un beneficio immediato. Al Livorno, questa seconda ipotesi, da settembre ad ora si è verificata in sei occasioni.

Da Bigazzi a Salviato. Il primo giocatore neoentrato a rendere felice Nicola fu Bigazzi nella gara interna con l'Empoli. Davide lo butta dentro al 75' sul 2-1 e il bimbo di Cecina dopo tre minuti dà l'assist del 3-1 a Paulinho a dopo altri sette cala personalmente il poker. Un mese e siamo a Livorno-Cesena. 0-0 e partita ingessata. Nicola inserisce Ceccherini per Salviato al 57' e dopo un giro di lancetta Federico firma il gol partita. Novembre è il mese di un subentrante illustri: Luca Siligardi. Ad Ascoli entra al 68' per Dionisi. Impiega due-minuti-due per mandare in porta Paulinho. Poi fa cacciare Faisca per fallo da ultimo uomo e dopo altri cinque minuti trasforma il rigore della sicurezza: un tornado. Ancora il Baggio della serie B è protagonista con il Varese quando viene inserito al 72'. Dopo dieci secondi fa ammonire Carrozzieri che lo ferma con le cattive. Al 90' stampa il gol della staffa. Poi è il turno di Meola. È il giorno di Livorno-Grosseto. 'El Rojo' entra al 78' e all'81' è già sotto la curva a festeggiare il suo primo gol in B. Il resto è storia recente. Salviato segna il gol partita con il Sassuolo tre minuti dopo il suo ingresso in campo.

I meriti di Nicola e dei ragazzi. Il quadro è esaltante e dimostra che chi entra fa in pieno il suo dovere. E' evidente che Nicola gestisce alla perfezione il gruppo che chi sta fuori è più motivato che mortificato. E poi sono frasi che restano, come quella di Emerson. Il brasiliano dopo ogni vittoria non manca mai di ricordare i compagni di squadra che giocano meno. E il Livorno vola. (f.p.)

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