Gioco
Livorno, un girone da fantascienza
Chiusa l’andata con 25 punti più dello scorso anno. Siamo passati da 5 vittorie a 14 e da 7 gol in casa addirittura a 24
LIVORNO. I numeri nel calcio sono solo una parte della verità. Vanno analizzati, interpretati e soprattutto personalizzati.
Ce ne sono però alcuni oggettivi, inconfutabili, che parlano. Prendete la tabella qua sopra: abbiamo messo a confronto la classifica al termine del girone di andata dello scorso anno, e quella attuale. C’è da stropicciarsi gli occhi. Il Livorno ha 25 punti in più, annaspava nelle sabbie mobili con un gioco da brividi, adesso veleggia secondo in classifica e ci ha regalato il gusto di vedere una partita di calcio.
Il confronto è clamoroso ed è bene metterlo in mostra per esaltare i meriti di questo gruppo. Che chiuse la stagione a 48 punti, mentre adesso al giro di boa ne ha già 46. Pensate che un anno fa il Livorno era la squadra che aveva segnato meno gol in casa (7), mentre adesso è quella che ne ha firmati di più (24). Le vittorie totali erano appena 5, adesso sono 14.
Interessante anche valutare il resto della classifica. Con 46 punti, un anno fa il Livorno sarebbe stato capolista della serie B con 5 ipotetici punti di vantaggio sulla seconda (il Verona, ancora tu...).
Ma quella era anche una classifica profondamente diversa, con un grande equilibrio. Tra la seconda e la quinta c’erano 3 punti, adesso ce ne sono addirittura 16. È un dato di fatto che nell’attuale campionato si fatica a trovare la quarta forza. Potrebbe essere il Varese (al quale in classifica abbiamo già dato i 3 punti col Grosseto), ma se per caso i biancorossi non battono il Brescia nel recupero, beh tra il Livorno e la quarta ci sarebbero 13 o addirittura 14 punti.
Detto dei numeri, ciò che più ci affascina di questo Livorno è il suo modo di giocare. La sua voglia di provarci sempre, di non mollare mai. Se pensiamo alla fragilità psicologica di questa squadra lo scorso anno (anche prima del dramma-Morosini), il cambio di rotta è davvero impressionante. Ricordate le partite gettate alle ortiche negli ultimi istanti di gioco? Una valanga. Se eri in vantaggio e il quarto uomo dava il recupero, ti potevi anche fare il segno della croce perché tanto gli altri pareggiavano di sicuro.
Per carità, magari potrà succedere anche con questo Livorno, ma non ne faremo un dramma. Perché questa è una squadra che ci prova, che non ha paura, che ha il diritto di poter sbagliare. Una squadra “di livornesi”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
