Gioco
C’erano due pisani, ma è rimasto solo Braglia
LIVORNO. Parli della Juve Stabia, prossima avversaria del Livorno, e il pensiero va dritto a Tomas Danilevicius. Uno che la maglia amaranto l’ha sempre indossata con orgoglio, dignità e senso di...
LIVORNO. Parli della Juve Stabia, prossima avversaria del Livorno, e il pensiero va dritto a Tomas Danilevicius. Uno che la maglia amaranto l’ha sempre indossata con orgoglio, dignità e senso di appartenenza.
In realtà Juve Stabia vuol dire anche Pisa. In che senso? Beh, l’allenatore è Piero Braglia, grossetano di nascita, ma tecnico che a Pisa ha vissuto alcune delle sue stagioni più brillanti, restando molto affezionato all’ambiente nerazzurro. E poi c’è Genevier, il francesino che per la verità avrebbe anche giocato una stagione in amaranto (17 presenze, 0 gol) ma che nell’immaginario collettivo dei tifosi è rimasto un giocatore del Pisa...
Genevier comunque domenica non ci sarà: è stato squalificato per un turno dal giudice sportivo. Diciamo che si è risparmiato una bella dose di fischi.
Intanto la Juve Stabia domenica è tornata a vincere (3-1 contro il Crotone) dopo un lungo digiuno. La squadra non incassava 3 punti dal 17 novembre, giorno del blitz in casa dello Spezia che proietta “le vespe” al quarto posto.
Piero Braglia ha incassato la vittoria con molto entusiasmo: « Abbiamo sempre detto - ha commentato - che prima di tutto ci dobbiamo salvare, poi fare qualcosa in più se si può. Sono contento perché la squadra non si è disunita dopo lo svantaggio, ha avuto la reazione giusta e il risultato ci premia». Il tecnico ha parlato anche del match contro il Livorno: «Giocare in uno stadio pieno è il sogno di ogni calciatore, mal che vada perderemo. Affronteremo una formazione straordinaria che è stata capace di recuperare due reti al Sassuolo vincendo poi 3-2, sarà davvero un gran bel pomeriggio a prescindere dal risultato finale».
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