Sicurezza
«Squadra e tifosi, una coppia perfetta»
Nicola entusiasta, ringrazia Spinelli e benedice la difesa a 3
LIVORNO. I grandi generali hanno tre qualità: 1) pianificano, 2) sanno cambiare strategia a battaglia in corso, 3) sono un tutt’uno coi propri soldati. Davide Nicola è il grande generale amaranto. La preparazione tattica di Mazzarri e il cuore del “vodz” Jaconi, con un pizzico di salmastro che sta penetrando nella sua pelle.
Nicola, che vittoria...
«Partita di una bellezza incredibile, sono davvero orgoglioso di questo successo e di cosa hanno fatto vedere in campo i miei ragazzi. Dico di più: anche nei primi 20 minuti il Livorno stava giocando».
Però?
«Però loro ci hanno fatto due tiri e due gol, mentre a noi la palla non entrava».
Nonostante tutto il Livorno si è messo lì...
«Nel primo tempo l’ardore ha provocato un pizzico di confusione, ma ci siamo comunque assestati».
Decisivo il cambio di modulo, dal 4-3-1-2 al 3-4-1-2, con Schiattarella spostato a destra.
«Inizialmente pensavo che difendere a 3 contro un avversario che schiera 3 punte fosse un rischio troppo grosso, in realtà mi sono reso conto che preferiamo accettare l’uno contro uno piuttosto che snaturarci».
A Brescia era stato l’esatto contrario.
«Esatto. A Brescia eravamo dovuti passare a 4 per trovare equilibrio. A noi basta spostare un solo giocatore, Schiattarella, per poter passare da un sistema di gioco all’altro, anche se il 3-4-1-2 è quello che ci ha dato ottimi frutti nelle ultime 14 partite».
Come si ribalta un 2-0 contro la capolista Sassuolo?
«Siamo allenati ad andare sotto, trovarci in svantaggio non ci ammazza».
Ok, ma cosa hai detto alla squadra durante l’intervallo per tenerla carica?
«Ho detto “ragazzi, questa partita possiamo anche perderl, ma chi se ne frega? Continuiamo a giocare come sappiamo, non molliamo un centimetro, poi alla fine si tirano i conti».
E che conti...
«Guarda, questa vittoria mi rende davvero orgoglioso e sono felice per i tifosi. Quando entriamo in campo e vediamo delle cornici di pubblico come in questa occasione, ci divertiamo ancora di più, perché la nostra gente sa trasportare la squadra e la squadra ama essere trasportata dalla gente».
Quindi una vittoria dedicata ai tifosi.
«Certo, ai tifosi e anche ad altre due componenti essenziali».
Ovvero?
«I giornalisti e il presidente. I giornalisti ci hanno difeso anche dopo le due sconfitte contro Spezia e Verona e la squadra ha recepito questo aiuto. Lo stesso che ci hanno dato i tifosi regalandoci applausi anche nei momenti più duri».
E poi c’è il presidente?
«Lo ringrazio perché sta portando un grande equilibrio. Non si abbatte e non si esalta, parla coi ragazzi e li rassicura, dimostrandosi una persona di grande sensibilità. E questo lo apprezzo tantissimo».
Mancano 4 punti alla fatidica quota 50... E poi?
«Raggiungiamola. Poi tirerò fuori un altro obiettivo, molto gustoso e affascinante».
Tra i singoli molto bene...
«Stop. Faccio solo io un nome: Salviato. A volte è stato criticato, lui si è messo a testa bassa a lavorare, entra ed è decisivo. Prendo lui come simbolo. E ci aggiungo Bigazzi, Dell’Agnello e Meola, tre ragazzi che si scaldano mezzora e poi magari non entrano; oppure Remedi e Prutsch, due che vanno in tribuna senza mai fiatare. Se siamo in questa posizione di classifica, è merito soprattutto di loro».
Ma quanto correva la squadra nel secondo tempo? Impressionante.
«Grazie della domanda. Mi dà l’occasione per ringraziare il mio staff che si occupa della preparazione atletica. Questa è una squadra che corre dal primo all’ultimo minuto».
Orgoglioso del tuo Livorno.
«Molto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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