Spinelli, regali di Natale «E ora due acquisti...»
Il presidente nello zucchero: «Avete visto? Il nostro calcio è davvero da serie A Prenderemo due tasselli per completare il mosaico. Sassuolo forte? Come noi»
LIVORNO. Siamo a Natale, ma Spinelli è felice come una pasqua. Il suo dopo partita è tutto un via vai nella pancia dello stadio. Prima scende nello spogliatoio per salutare i ragazzi e mangiare insieme a loro una fetta del pandoro più dolce della sua storia amaranto. Poi ruba una foto dall'album del suo primo Genoa con l'abbraccio all'antico capitano rossoblu Onofri, oggi commentatore Sky. Infine si presenta dinanzi ai taccuini spianata.
Indossa il piumino smanicato ufficiale della società, un certificato dell'entusiasmo ritrovato: «Oggi - dichiara subito - abbiamo visto calcio vero. Il Sassuolo è una grande squadra a cui il Livorno ha dato una risposta ugualmente da grande squadra».
Calcio champagne. Non c'è quasi bisogno di fare le domande. Spinelli parla a ruota libera sull'onda delle emozioni e di una gioia incontenibile: «Signori - dice - il Sassuolo merita il primo posto in classifica e trovo giusto che a fine stagione venga promosso. Ma noi meritiamo ampiamente la seconda posizione. Potevamo anche perdere, ma non sarebbe cambiata la mia idea sulla nostra squadra perché finché pratichiamo questo calcio da serie A possiamo davvero andare molto lontano». Il presidente è ecumenico e dispensa buone parole per tutti: «Di Francesco è un allenatore bravissimo. Avete visto come ha messo bene in campo il suo squadrone? Ma attenzione. Noi abbiamo Nicola che non è assolutamente da meno».
Elogio ai tifosi. E' un fiume in piena, il presidente: «Abbiamo ritrovato il nostro pubblico. La mia più grande soddisfazione è proprio questa: il ritorno del dodicesimo uomo che ci aiuta sempre nei momenti di difficoltà. Senza tifosi non andiamo da nessuna parte. Con loro divertirci a fare tanta strada. Li ringrazio perché sono stati fantastici».
La partita del pres. Spinelli ripercorre con la memoria la sfida tra le prime due della classe: «Abbiamo preso due gol da ingenui causati forse dalla scarsa attenzione. Mettiamola così. Il Sassuolo ha giocato venti minuti da stropicciarsi gli occhi e noi non eravamo pronti al 100%. Poi Nicola ha risistemato la squadra e abbiamo risalito la corrente. Ho sempre creduto di poter recuperare anche sul risultato di 2-0 per loro. Nel secondo tempo siamo stati molto più attenti in difesa e la partita è cambiata».
Umiltà. Quarantasei punti alla fine del girone d'andata. La Juve dei campioni del mondo nel 2006 girò a 48, come il Sassuolo oggi. Numeri che fanno impressione. Eppure Spinelli non si agita: «Il 30 dicembre abbiamo una partita molto difficile con la Juve Stabia che è una buonissima squadra. Dobbiamo stare molto attenti e mantenere alto il livello di concentrazione perché come abbassiamo la guardia rischiamo di farci infilare».
Obiettivo e mercato. Inevitabile la domanda da un milione di dollari: quando gettiamo la maschera? Risposta asciutta: «I 50 punti? Ci siamo quasi. Ne mancano quattro, ma dobbiamo tenere i piedi per terra. Adesso ci siamo guadagnati il secondo posto e vogliamo rimanere in questa posizione il più a lungo possibile, magari con un pizzico di attenzione in più in difesa. Per questo Perotti e Signorelli stanno lavorando in chiave mercato. Ci servono due tasselli e li prenderemo sicuramente».
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