Il Tirreno

Livorno

Livorno da favola, la regina crolla

di Alessandro Bernini
Livorno da favola, la regina crolla

Col Sassuolo da 0-2 dopo 10 minuti a 3-2, una rimonta storica col timbro finale di Salviato

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LIVORNO. Abbiamo festeggiato tutto: Natale, Santo Stefano, Capodanno e anche un po' di Pasqua. Una vittoria di quelle che resteranno scolpite nella storia, comunque vada. Alzi la mano chi sul 2-0 per il Sassuolo, dopo 10', non ha avuto la tentazione di chiamare casa per farsi apparecchiare. E invece alla fine il piatto più succulento l'hanno servito proprio sul prato dell'Armando Picchi: un bel Sassuolo allo spiedo, sfornato dallo chef Davide Nicola, per la gioia degli 8.000 clienti.

Incredibile la rimonta che ci ha portato dallo 0-2 al 3-2, anche perché ottenuta di fronte a una squadra super, che in 20 giornate aveva perso solo due volte (a Verona e a Cittadella, sempre 1-0) e che mai in questo campionato si era fatta rimontare il doppio svantaggio. Non solo: il Sassuolo aveva la migliore difesa del torneo con 12 reti subite in 20 gare, addirittura nelle ultime 8 partite casalinghe ha incassato solo una rete. Ma il Livorno non muore mai. Anche quando sembra che il mondo le cada addosso, perché alla resa dei conti nel primo tempo era sotto di due gol nonostante la superiorità nel gioco.

A fine partita Di Francesco, tecnico del Sassuolo, ci ha fatto una confidenza che vale più di mille discorsi tecnici o tattici. «Nell'intervallo ho chiuso la stanza dello spogliatoio e ho detto ai ragazzi "se pensate di aver già ucciso il Livorno, ci uccidono loro". Lo sapevo che il Livorno è squadra di carattere, che si esalta nelle difficoltà. L'abbiamo pagato a caro prezzo sulla nostra pelle».

Già contro la Ternana, all'ultima uscita casalinga, il Livorno aveva vinto in rimonta. Ma stavolta sembrava tutto tremendamente più difficile. Pronti via, il pugno nello stomaco di Catellani, provi a rialzarti e ti arriva un destro in pieno volto di Bianchi. In quegli istanti abbiamo pensato a una maledizione: ogni volta che lo stadio torna a riempirsi, il Livorno frana. Era successo contro lo Spezia e poi anche col Verona. Oltretutto il Sassuolo sembrava la miglior Fiorentina: perfetto nel possesso palla, agile nelle ripartenze, sempre con in mente il passaggio da fare con un secondo di anticipo rispetto agli avversari. In quei momenti non potevi che inchinarti di fronte alla forza del Sassuolo.

Una prima svolta c'è stata quando Nicola ha spostato Schiattarella basso a destra (dalla parte di Missiroli), mettendo un po' di silicone a spifferi che rischiavano di provocare una polmonite. Passando dal 4-3-1-2 al 3-4-1-2, il Livorno ha accettato l'uno contro uno con le tre punte del Sassuolo, anche se chiaramente Gemiti e Schiattarella in fase difensiva garantivano una difesa a 5. Strano a dirsi, ma è stato fondamentale che il primo tempo si sia chiuso sul 2-0, perché in casi del genere (seppur senza grossi demeriti) corri solo il rischio di prendere l'imbarcata.

Poi il Livorno è esploso nel secondo tempo. Diventando cinico, spietato, come magari non lo era stato nel primo tempo. Sembra proprio che la squadra abbia assimilato la prima regola di Nicola: non preoccupatevi del risultato, pensate solo a giocare. Ecco, nella ripresa il Livorno si è rimesso lì come la formichina, che porta la briciola di pane. Non si è fatto travolgere dall'ansia di recuperare in fretta, ed è stato premiato.

Il gol di Siligardi "alla Siligardi" ha ridato speranza ai tifosi, anche perché il Livorno era già padrone della partita. Un gigantesco Luci e il guerriero Gentsoglou hanno preso in mano il centrocampo, Gemiti ha piantato la bandierina sulla fascia sinistra asfaltando tutti, Schiattarella si è impadronito della corsia destra, mentre dietro Bernardini, Emerson e un grande Ceccherini lasciavano le briciole a quelli del Sassuolo.

Dopo il pari di Gentsoglou (tiro dal limite di Paulinho, deviato fortuitamente dal greco di tacco), il Livorno ha respirato, ha saggiamente chiuso le maglie dietro, e poi si è di nuovo gettato all’assalto. Trovando la rete del trionfo con Salviato, appena entrato al posto di Schiattarella. È stata l’apoteosi. Le ultime frecciate di Boakie non hanno scalfito il Livorno, che ha chiuso in trionfo. Meritatamente.

Gustiamoci questi attimi. Perché è una gioia, un piacere e un orgoglio veder giocare questa squadra.

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