Gioco
IL POMERIGGIO PERFETTO DEI LIVORNESI
(continua dalla prima) C’è tutto: l’inizio assassino del Sassuolo, i due gol così facili da sembrare un incubo da troppo cappone, la faccia tamporalesca di Spinelli che mormora cosacce al fido Siri,...
(continua dalla prima)
C’è tutto: l’inizio assassino del Sassuolo, i due gol così facili da sembrare un incubo da troppo cappone, la faccia tamporalesca di Spinelli che mormora cosacce al fido Siri, una curva nord finalmente piena che si interroga per una mezz’ora - il tempo per il despota emiliano di chiudere il recital e ritirarsi nelle sue stanze - per poi riprendere a cantare, a spingere i ragazzi, a crederci.
C’è tutto: l’errore di Di Francesco (allenatore così bravo da concedersi una manatina di arroganza), di non chiudere la porta col catenaccio ma di lasciare campo agli amaranto, venite avanti, vediamo quanto valete.
C’è tutto, in questo pomeriggio: la saggezza di Nicola, tecnico ragazzo ormai uomo che in 15’ di sermone ha cambiato la storia di una partita o magari di un campionato, tirando fuori dalla naftalina anche Salviato, la classe operaia che estrae un destro da Cristiano Ronaldo e ciao ciao Squinzi.
Ma c’è tutto, eccome, anche dentro questo gruppo capace di spremere 46 punti nel girone di andata (l’anno scorso, ma in tutta la stagione furono 48...), che ha segnato 43 gol, vinto quattordici partite, lasciato la quarta in classifica a 14 punti di distacco, una squadra che diverte e ci crede sempre. In questi ragazzi si agita il pensiero tutto livornese che non è mai finita, che anche quando il mondo ti rema contro c’è sempre qualche risorsa da grattare in fondo al barile per rimediare.
Così è stato a Vicenza, così ieri col Sassuolo: la forza di un gruppo rimasto pressochè uguale alla triste stagione scorsa ma che è stato resettato nella testa da un allenatore bravo come da tempo (Donadoni, Mazzarri) non si vedeva a queste latitudini. C’è tutto in questo pomeriggio, anche la sensazione palpabile di una svolta: in tanti, noi tra questi, hanno creduto davvero nella favoletta della salvezza e dei 50 punti. Ma adesso l’aria profuma di serie A, e come si fa a non crederci. C’è tutto gennaio per pensarci, per immaginare come potrà essere. Intanto il popolo è sciamato contento verso nuove tavole e nuovi capponi. Ma con una felicità in più. Di questi tempi, hai detto niente.
Giorgio Billeri
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