Gioco
Ingaggi da favola per stare in panchina la festa (forse) è finita
ROMA. Mettetevi nei panni del proprietario arabo del Manchester City. O in quelli di Lotito, uno attento persino ai compensi dei giardinieri di Formello; di Moratti, che non spende piu' come un...
ROMA. Mettetevi nei panni del proprietario arabo del Manchester City. O in quelli di Lotito, uno attento persino ai compensi dei giardinieri di Formello; di Moratti, che non spende piu' come un nababbo; di Pallotta, piombato in Italia dalla frontiera Usa ma non per questo con gli anelli al naso.
Stipendiano Balotelli, Zarate, Sneijder, De Rossi, provvedendo a firmare, ogni mese, bonifici che farebbero felici centinaia di famiglie. Cosa fareste se, da capitani d'industria, vi accorgeste che i vostri migliori interpreti, quelli che pagate di piu', non incidono come dovrebbero, riciclati a comparse, seppure super-retribuite? Pensereste al modo ottimale per risolvere il problema. Ad esempio, nel nostro caso, liberandosi dei mostruosi ingaggi, alleggerendo il peso degli stipendi, tenuto conto dell'apporto ridotto (per non dire risibile) che i diretti interessati offrono.
De Rossi ha disputato sabato notte una partita splendida, regalando assist col contagiri, frapponendosi da frangiflutti alle azioni avversarie. Quello che avrebbe dovuto fare per tutto il campionato, insomma. Invece Zeman, che ha sempre amato nel corso della propria carriera mettere in discussione cio' che altri avevano reso indispensabili, ha considerato De Rossi come uno dei tanti. Senza avere in considerazione il proprio "pedigree". E un’offerta sui venti milioni di euro, fatta recapitare a Mister Pallotta, farebbe vacillare il proprietario americano della Roma. Lotito, ormai, offre Zarate a tutti. Lo stesso che sta capitando ad Appiano Gentile con Sneijder.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
