Gioco
Brescia-Livorno, ecco la mia partita
Torna a parlare Jonathan Bachini, labronico doc ma ex delle rondinelle. «Paulinho e Dionisi possono fare la differenza»
LIVORNO. Sulla carta d'identità alla voce “luogo di nascita” ha scritto Livorno. Ma nel passato di Jonathan Bachini c'è anche tanto Brescia: cinque anni, sette gol e tante presenze al fianco di icone mondiali come Roberto Baggio e Pep Guardiola. Per lui la partita di domenica non è una partita come tutte le altre.
Jonathan, partiamo dalla sfida tra i presidenti. Corioni contro Spinelli: che cosa hanno in comune questi due santoni del calcio di casa nostra?
«Premetto che conosco meglio Corioni perché con il presidente amaranto non ho mai lavorato. Di certo entrambi sono maestri nella gestione di qualsiasi situazione, che essa sia complicata o entusiasmante».
E poi sono ancora terribilmente attuali. Non passano mai di moda.
«Sì e credo proprio che il calcio di casa nostra abbia ancora tanto bisogno di personaggi come loro».
Concentriamoci sulla partita. Che cosa dobbiamo attenderci?
«Il Brescia è reduce dalla brutta sconfitta di Ascoli che ha interrotto una lunga serie positiva per cui sarà particolarmente agguerrito. Per il Livorno non sarà una partita facile, ma i ragazzi di Nicola sono carichi e stanno vivendo un momento meraviglioso e vogliono chiudere in bellezza il 2012 in questo mini ciclo che comprende anche il doppio impegno casalingo con Sassuolo e Juve Stabia».
Quali sono i giocatori a cui il Livorno deve fare attenzione?
«Qui vado sul velluto. Faccio i nomi di due ragazzi che a Brescia sono un'istituzione e meritano un occhio di riguardo: Zambelli, ma soprattutto l'Airone Caracciolo».
Rovesciamo la domanda. E il Brescia di chi si deve preoccupare?
«A me piace tantissimo Siligardi. I numeri che ha messo insieme nella prima parte della stagione parlano per lui. E poi c'è Paulinho che è un attaccante fortissimo, capace di risolvere la partita in qualsiasi momento».
Che serie B è questa, Jonathan, in cui si segna moltissimo?
«Ho giocato in questa categoria 15 anni fa, una stagione, ai tempi del Lecce. Poi sono sempre stato in serie A. Rispetto a quei tempi mi pare che il livello tecnico si sia abbassato. Adesso viene praticato un calcio molto atletico e fisico. Adesso mancano i fuoriclasse per cui conta molto il collettivo».
Beh, da questo punto di vista il Livorno è in una botte di ferro…
«È la stessa considerazione che faccio io. Gli amaranto hanno un impianto di gioco eccellente e c'è pure qualche giocatore in grado di indirizzare il risultato quando meno te lo aspetti. Prima ho citato Paulinho, ma lo stesso Siligardi mi pare che in questa stagione abbia risolto più di una partita».
Siamo a fine anno. Quali sono gli auspici per il 2013?
«Sono livornese e spero proprio che gli amaranto continuino così. Non aggiungo altro per scaramanzia».
E personalmente che cosa ti aspetti dall'anno che verrà?
«Come tutti sapete sto facendo i conti con la maledetta radiazione. Spero di poter rientrare nel mondo che in un certo senso mi appartiene e che mi compete».
E nel frattempo?
«Proseguo la collaborazione con la Livorno Nord Pontino, una società dalle basi solide e che a breve potrà contare su strutture di alto livello. Io porto la mia esperienza. In questi giorni abbiamo portato un ragazzo a sostenere un provino a Udine e due alla Roma. Sono soddisfatto della mia attività».
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