Gioco
Spinelli pensa in grande Nicola firma fino al 2015
Euforico come non lo era da tempo, il patron scende a Livorno e piazza il colpo Progetti, ambizioni e mercato: adesso nel Livorno c’è una programmazione vera
LIVORNO. Sono passati 12 mesi e sembra un secolo. L’Aldo Spinelli depresso che da Genova annunciava di voler lasciare il Livorno e mestamente presentava Madonna, si è dissolto. I cattivi pensieri si sono sbriciolati, proprio come gli avversari che fino a oggi hanno affrontato il Livorno. Adesso Spinelli è un presidente felice, carico, che è tornato a guardare avanti. Ritrovando ambizione: già, “ambizione”, la parola chiave del suo vocabolario.
E così ieri, nel tradizionale scambio di auguri con la stampa, ha regalato un botto di fine anno in anticipo. «Sono proprio orgoglioso di annunciare che ho prolungato di altri due anni il contratto a Davide Nicola». La stretta di mano nel tardo pomeriggio, sotto la regia di Attilio Perotti il cui zampino si vede ovunque ci sia qualcosa che brilla.
Attenti perché questa è una mossa a sorpresa, per certi versi clamorosa. Non perché Nicola non meritasse il prolungamento, figuriamoci, quanto perché nei suoi 13 anni di gestione mai Aldo Spinelli aveva siglato accordi pluriennali. Sempre accordi di una stagione, e i rari rinnovi erano sempre arrivati in primavera. Adesso la stretta di mano sancisce un matrimonio sino a giugno 2015 e soprattutto regala la sensazione di continuità a questo bel progetto.
«A Davide voglio bene - confida Spinelli - perché è cresciuto insieme a me. Costruiremo il futuro insieme, e dentro sento che sta nascendo qualcosa di importante, come lo è stato il Livorno di Protti e Lucarelli. È vero, un anno fa volevo lasciare tutto, poi Perotti mi ha fatto cambiare idea: adesso faccio il padre del Livorno, mentre Perotti e Nicola sono come la mamma, che accudisce il figlio ogni giorno». Poi una battuta ma significativa: «Nicola mi ha salvato la vita. Ogni volta che tornavo a casa dallo stadio, mi chiamavano mio figlio e mia moglie lamentandosi di come aveva giocato il Livorno, adesso non mi chiamano più...».
È sicuro di se Spinelli, non bluffa quando dice «con Nicola, abbiamo blindato tutti i nostri gioielli. Inutile che mi vengano a chiedere Paulinho o Siligardi, tanto non li cedo. Le altre squadre di vertice si rafforzeranno e noi faremo altrettanto. Con Nicola e Perotti abbiamo già parlato e lo faremo ancora: sono pronto a intervenire e dare loro quello che mi chiedono. Con un occhio al rafforzamento e uno alla gestione dello spogliatoio, perché non voglio musi lunghi come lo scorso anno».
Sta volando basso da inizio stagione Spinelli, adesso qualcosa gli scappa: «Mi sembra di essere tornato indietro agli anni tra il 1987 e il 1989. Col Genoa ci salvammo in serie B all’ultima giornata allo spareggio contro il Modena, poi l’anno successivo andammo in A». Davide Nicola più o meno velatamente si tocca, Spinelli si rende conto di aver pronunciato quella lettera-tabù e ci ride sopra.
C’è un’aria diversa nel Livorno. Mai come stavolta abbiamo la sensazione che si stia programmando, che si voglia curar bene la gallina di oggi per avere magari delle uova d’oro domani. Se a Spinelli resta accesa la lampadina dell’ambizione, siamo a cavallo.
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