Il Tirreno

Livorno

Sonnini, dirigente - giocatore in campo a 43 anni

Braccagni decimato da infortuni e cartellini chiude il girone con zero vittorie. Così dalla panchina...

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La cenerentola del girone chiude l’andata con un desolante “0” sotto la colonna delle partite vinte. Nella gara di ieri contro il Ribolla i ragazzi di Pantani erano passati in vantaggio alla fine del primo tempo con Steccati, dopo pochi minuti è arrivato il pari di Senserini e a inizio ripresa la doccia fredda: rigore a favore del Ribolla realizzato da Pieri per il sorpasso ospite e Braccagni in dieci condannato alla sconfitta finale. A nulla sono valsi gli sforzi dei giallo-verdi per rimettere la partita sui binari giusti, neanche la carta del ds Gabriele Sonnini, che all’inizio del secondo tempo aveva sostituito Demeriji è servita a qualcosa.

«L’arbitro è stato troppo generoso con loro con quel rigore, non c’è niente da fare, non riusciamo a vincere», commenta il dirigente-giocatore dopo l’incontro, «siamo penalizzati dalle assenze, tra squalificati e infortunati a ogni partita ci manca una decina di giocatori, per questo mi tocca giocare».

A 43 anni Sonnini è alla terza presenza in questo campionato, una carriera da calciatore, la sua, cominciata proprio a Braccagni a metà degli anni ’80 quando giocava in terza categoria.

Nell’89 di lui si interessò la Castiglionese e andò a giocare lì in prima categoria: successivamente aprì un negozio di abbigliamento proprio a Castiglione e solo a fine anni ’90 tornò a Braccagni. «Nel 2004 vincemmo il campionato di seconda categoria e io feci una rete nello spareggio contro il Castiglioncello. Quattro anni fa appesi le scarpette al chiodo, ma quest’anno mi è toccato toglierle: coi miei 190 centimetri in genere mi schiero a centrocampo davanti alla difesa, oggi giocavo da centravanti e ho anche sbagliato qualche gol...». Una squadra che non si fa più molte illusioni sul proprio destino: «La retrocessione a questo punto mi sembra inevitabile, quest’anno le ristrettezze economiche ci hanno costretto a puntare tutto sul settore giovanile, da noi i “senatori” sono del ’90, è una rosa giovanissima poi ogni tanto spunto io ad alzare l’età media».

Uno degli ultimi nati in casa a Braccagni nel “lontano” ’69, Sonnini crede molto nella politica giovanile su cui ha investito anche nel mercato di riparazione: «Abbiamo preso altri giovani con l’obiettivo di farli crescere, siamo stati otto anni in prima categoria, ma ora è proprio dura, non ci resta che investire sulle nuove leve per il futuro della squadra».

Eva Bertolacci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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