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Milan pesca il poker ma i calci piazzati fanno ancora male

Milan pesca il poker ma i calci piazzati fanno ancora male

Gran compleanno: Nocerino apre le danze, due autogol ed El Shaarawy le chiudono mentre Robinho pensa al Brasile

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MILANO. La rincorsa del Milan prosegue. Contro il Pescara, un gol lampo di Nocerino, due autoreti e la solita zampata di El Shaarawy valgono ai rossoneri il secondo poker (dopo quello al Torino) e la quarta vittoria di fila in campionato.

Nel 4-1 finale c'è anche qualche sofferenza di troppo per la squadra di Allegri, perché l'ennesimo gol (di Terlizzi) subito da calcio piazzato ha rischiato di riaprire la partita. Non abbastanza, però, da rovinare il pomeriggio del Milan, che ha festeggiato nel migliore dei modi i suoi 113 anni.

Ora il campionato rossonero sta prendendo una piega ben diversa rispetto a un mese fa. Dalla sconfitta con la Fiorentina (11 novembre) si sono infatti ridotti da 8 a 5 i punti di distanza dalla zona Europa, e sabato all'Olimpico il Milan può chiudere il 2012 con il sorpasso al sesto posto sulla Roma, scivolata a Verona contro il Chievo.

Sarà uno scontro diretto e un esame fondamentale, in cui difficilmente basterà la superficialità mostrata dal Milan a tratti contro il Pescara. E potrebbe anche essere l'ultima partita di Robinho con il Milan. La nebbia e il freddo di Milano stuzzicano la nostalgia dell'attaccante per il Brasile, dove vive la sua famiglia. Rifiutati i 6 milioni di euro offerti dal Santos, il Milan potrebbe accettare una proposta più vicina ai 10 milioni.

Nel frattempo Galliani chiede a Robinho a resistere e Allegri gli mostra tutta la sua fiducia confermandolo titolare. E subito Robinho lancia l'azione del vantaggio di Nocerino, che dopo appena 33 secondi segna la sua seconda rete di fila, dedicata ai bambini uccisi nella strage in Connecticut. L'assist è di El Shaarawy, il rossonero più lucido anche in un primo tempo giocato a ritmi troppo bassi, sia dal Milan sia dal Pescara. Fra gli abruzzesi non brilla il giovane Weiss, attaccante classe '89 della scuderia di Raiola e osservato speciale dai dirigenti milanisti, che lascia il posto a Celik dopo un intervallo in cui Bergodi scuote la sua squadra.

L'autogol di Abbruscato al 6' della ripresa non manda ko gli ospiti, che reagiscono e puniscono con una zuccata di Terlizzi le croniche incertezze della difesa rossonera sui calci piazzati. Cala la nebbia su San Siro e anche sul Milan. Al 15' Amelia calcola male un tiro da lontano di Balzano ed è salvato solo dal palo, in attacco Pazzini sbaglia un colpo dopo l'altro, il centrocampo cala di intensità e Ambrosini si becca un'ammonizione per una ditata a Jonathas. Proprio il centrocampista brasiliano risolve i problemi del Milan al 34' imitando Abbruscato con un'autorete fotocopia, su corner di El Shaarawy, che due minuti più tardi chiude i giochi battendo l'amico Perin (altro osservato speciale dal Milan) che dopo qualche bella parata non può nulla sul quattordicesimo gol in 17 presenze dell'attaccante, sempre più capocannoniere del campionato e leader rossonero: si sacrifica in difesa, imposta le ripartenze, e davanti alla porta sbaglia quasi mai. I 42mila di San Siro (prezzi al 50% per il compleanno rossonero) si alzano in piedi quando al 40' Allegri sostituisce il diffidato El Shaarawy (promosso anche da Berlusconi: «Può tenere la cresta finché segna») con Muntari. Ora la Roma.

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di Redazione web