Toscana
«Aquilani-Borja, le chiavi di volta»
Il tattico Bacconi: avanzano tra le linee e creano gli spazi per andare a rete
FIRENZE. «Una delle chiavi di lettura della partita? I troppi errori del Siena».
Chi parla è Adriano Bacconi, pisano, preparatore atletico e analista di calcio per la Domenica sportiva. Sono le ore 14,30, stadio Franchi, gli spettatori stanno uscendo, tra abbracci e alè viola. Bacconi ha mezz’ora di tempo prima dell’inizio delle partite delle 15. Che deve vedere una ad una per cogliere i motivi tattici, i segreti dietro un gol, una giocata tecnica.
La tattica. Fondamentale. Però lei parte dagli errori del Siena.
«Certo, uno può essere il migliore allenatore del mondo ma se poi ha giocatori modesti la tattica rimangono linee sulla lavagna».
Ciò premesso...
«Ottima Fiorentina. Aveva avuto nelle ultime domenica un po’ di calo e non me l’aspettavo così in salute».
Il merito tattico?
«Le due mezz’ali, Aquilani e Borja Valero, che avanzano tra le linee e creano con Jovetic grandi spazi».
Il migliore in campo?
«Pizarro. E’ il regista che detta i tempi e fa lanci millimetri che squarciano il campo. La Fiorentina ha grandi palleggiatori, un gran possesso palla, ma all’improvviso con i lanci di Pizarro riesce a velocizzare il gioco. A cambiare lo spartito musicale».
Ultimamente però prende troppi gol. Anche il modesto Siena ha avuto diverse occasioni e ha segnato poi con Reginaldo.
«La Fiorentina è una squadra che gioca e fa giocare. Ha scelto di avere un centrocampo tecnico e di puntare sulla regia difensiva di Gonzalo Rodriguez. Rischia ma segna anche tanto. Anche a Roma stava per pareggiare».
Pensava che Toni avrebbe segnato 6 gol a questo punto del campionato?
«Sinceramente no. E’ un Toni redivivo. Il merito è di Montella che lo ha riportato al Toni che conoscevamo. E dei cross millimetri dai 16 metri che gli fa Pasqual. Inoltre Toni, oltre che segnare, cambia anche gli equilibri nelle difese avversarie».
Viviano in panchina. Esordio di Neto in campionato. Giudizio?
«Mi è piaciuto. Con i piedi costruisce il gioco meglio di Viviano. E tra i pali è stato sempre reattivo».
(M.L.)
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