Il Tirreno

Livorno

Nicola alza la guardia «Partita di fuoco»

di Fabrizio Pucci
Nicola alza la guardia «Partita di fuoco»

«Guai farsi illusioni. Il mercato? Parlarne è fuori logica»

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LIVORNO. Nicola, arriva la Ternana che in classifica ha 18 punti meno del Livorno. Ma guai a sottovalutare l'avversario.

«Esatto. L'errore più grande che possiamo commettere è pensare che chi viene qui automaticamente debba pagare dazio. Certe partite vengono decise da un episodio o dalla qualità di un singolo giocatore. Quella con i rossoverdi non sarà una passeggiata».

A loro mancheranno gli squalificati Carcuro e Botta.

«A Terni stanno facendo pretattica e ognuno è libero di farla come e quando preferisce. Si lamentano per queste due assenze, ma stiamo parlando di due elementi che hanno giocato poco. Ogni settimana, a sentirli, devono fare a meno di due o tre giocatori, ma schierano sempre una formazione di alto livello. Allora delle due l'una: o sono fortissimi o hanno una rosa di cinquanta calciatori».

Sul piano tattico che partita di aspetti?

«Conosco molto bene Toscano, il loro allenatore. Se fossi lui verrei con il 3-5-2 perché ha gli uomini adatti per quel modulo con gli esterni che spingono molto».

In effetti il loro organico è competitivo.

«Sì. Davanti c'è Maniero che l'anno scorso ha vinto il campionato a Pescara e che è stato mio compagno di squadra a Lumezzane: un buon giocatore. Poi c'è Alfageme, una punta che tutti gli allenatori vorrebbero avere. Occhio anche a Ragusa che Emerson conosce bene dai tempi della Reggina. E poi faccio i nomi di altre tre giocatori insidiosi: Miglietta è uno dei centrocampisti più forti della categoria, sottovalutato dal calcio italiano che se lo è dimenticato. Un elemento pericoloso è Nolè che calcia indifferentemente con il destro e il sinistro e gioca tra le linee. Infine c'è l'ex amaranto Vitale che in B è un esterno importante».

Il quadro è completo e, messo così, pure preoccupante…

«No. Tutto questo non significa che loro sono fenomeni o imbattibili. Affrontiamo la Ternana consapevoli del loro reale valore, sapendo che vengono per fare una partita di spessore, come succede a chi viene qui, in casa della seconda in classifica».

Dopo i tre gol incassati a Vicenza, in settimana ti sei soffermato sulla fase difensiva?

«No. Abbiamo lavorato come sempre. Al 'Menti' abbiamo preso due reti a difesa schierata. Loro sono stati abili e noi potevamo fare qualcosa di meglio, ma sono cose se succedono».

Tra i convocati c'è Dionisi. Tornerai al tridente?

«Non lo so. In futuro quando le nostre punte saranno tutte al top forse vedrete qualche variante, qualche piccolo adattamento per dare alla squadra una fisionomia tattica leggermente diversa».

Stai gestendo molto bene anche il dualismo tra Mazzoni e Fiorillo.

«Sì. Ho parlato con Luca e sa come la penso adesso. Lo ringrazio perché sabato è venuto in panchina stringendo i denti. La sua è una presenza importante nel gruppo e nello spogliatoio».

In termini di crescita di rendimento che cosa ti aspetti da questa partita?

«Voglio vedere maggiore velocità nel passare dalla fase difensiva a quella offensiva e viceversa. Con il Grosseto ci è riuscito bene. A Vicenza meno. Ma dopo cinque mesi di lavoro si diventa pignoli e i miglioramenti sono molto meno visibili perché si lavora sui dettagli».

Hai affrontato il tema del mercato con la società?

«Stiamo scherzando? Mancano quattro partite fondamentali alla sosta e figuriamoci se mi metto a parlare di mercato. Quello è un argomento che sarà affrontato dopo».

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