Il Tirreno

Livorno

Volandri racconta la sua impresa speciale

di Gabriele Noli
 Volandri racconta la sua impresa speciale

Il livornese è stato decisivo nel tricolore conquitato dal Tennis Club Italia Forte dei Marmi: «Se vogliono resto qui a vita»

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“Qualcosa di speciale” è il titolo di un film del 2009 con Jennifer Aniston. Ma è anche la prima reazione di Filippo Volandri all'indomani della conquista del campionato a squadre da parte del Tennis Club Italia Forte dei Marmi contro l'Ata Battisti Trento.

Che il tennista livornese potesse essere il valore aggiunto del circolo fortemarmino si sapeva, ma nei due incontri disputati a Rovereto (il singolare contro Ghedin ed il doppio in coppia con Giorgini contro Grigelis e Stoppini) ha giocato bene come non accadeva da tempo. «Sentivo molto questa finale - spiega - per questo ho dato il 110%. La squadra puntava su di me, per l'esperienza che bisogna avere nei momenti importanti degli incontri. Abbiamo giocato bene e vincere è stata una soddisfazione tripla, perché partivamo da sfavoriti».

Dopo la sconfitta di Trusendi in singolare, c'era il rischio che la sfida nel suo insieme potesse scappare di mano: «Sapevamo che tutte le partite sarebbero state difficili, anche perché Trento disponeva di due doppi molto forti. Se non avessimo vinto contro Ghedin e Stoppini la situazione sarebbe diventata complicata». Tanta euforia, dunque, per un trionfo tanto atteso: «Meglio di così, sinceramente, non poteva andare. Il tennista non è abituato a giocare di squadra, perché si sente maggiormente il peso delle responsabilità. Ma noi siamo una bella squadra, con gli altri ragazzi ci conosciamo da tanto tempo. Con Sergio (patron Marrai, ndr) ho un bellissimo rapporto, per me questo è stato un ritorno a casa».

Eppure, prima che iniziasse il campionato, il Tennis Club Italia non era ritenuto tra le candidate al tricolore (a differenza dello stesso Trento, del circolo Aniene e del Castellazzo campione in carica): «Venivamo da un anno, il 2011, in cui il circolo aveva raggiunto la finale. Ripeterci era un sogno, ma poi, dopo aver battuto Aniene, in noi è scattato qualcosa. Anche la gara contro il Park Genova è stata molto bella. In questo campionato, poi, non dimentichiamo che abbiamo affrontate match importantissimi sul cemento, superficie per noi più complicata della terra rossa. Ma sia a Parma che a Rovereto abbiamo avuto modo di provare per qualche giorno i campi sui quali poi avremmo giocato».

Immancabile, ovviamente, la lista delle dediche: «In primis alla famiglia e alla mia ragazza - dice -. In tanti mi hanno fatto i complimenti per questa finale e mi ha fatto molto piacere. Qualcuno mi ha pure chiesto perché non gioco più in Coppa Davis. Se ci sarà la possibilità, eventualmente, sono pronto a rimettermi in gioco».

E per la gioia dei tifosi del Tc Italia ecco una rassicurazione: «Io sto benissimo qui, non ho motivi per andare via. Fin quando Marrai lo vorrà, continuo a giocare per questa squadra». Archiviato il campionato a squadre, per Volandri è di nuovo tempo di pensare a se stesso: «I primi di gennaio partirò per l'Australia, per i tornei in cemento, poi comincerà la stagione del rosso in Sud America». In giro per il mondo sì, ma con un titolo da campione d'Italia di cui essere fiero.

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