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La Signora è stanca ma ci pensa Conte a suonare la sveglia

La Signora è stanca ma ci pensa Conte a suonare la sveglia

Squadra impantanata a Palermo, il tecnico si fa sentire e nella ripresa una prodezza di Vucinic propizia il gol-partita

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PALERMO. Tutte le dediche sono per lui, e non poteva essere diversamente: a cominciare da quelle dei due autori della giocata decisiva al “Barbera”. «E’ una vittoria per te: bentornato mister!», scrive l’assist-man Mirko Vucinic dalla sua pagina Twitter, dedicando il successo di Palermo ad Antonio Conte. E Stephan Lichtsteiner, beneficiato dal tacco smarcante del compagno («A lui devo offrire una cena») rincara la dose: «Era importante vincere, per la classifica ma stavolta anche per salutare bene il suo rientro».

Tutta la Juventus festeggia il Conte-day. La vittoria a Palermo, seppur di misura e più sofferta del previsto, mette il sigillo a una giornata speciale: quella del ritorno in panchina del tecnico dopo 4 mesi a guardare le partite da nicchie e gabbioni d’Italia ed Europa. Ebbene , il tecnico si è ripreso la Juve a modo suo: novanta minuti di urla e suggerimenti, in certi momenti ce n’è stato anche bisogno: perché come dice Buffon «quando c’è lui hai la garanzia che nessuno si distrae, e non è mica poco».

Il Palermo di Gasperini sa di essere puro comprimario ma se la gioca onorevolmente, in una delle sue migliori esibizioni di una stagione infelice e allarmante: sopporta diligentemente la pressione della Juve e poi riparte sull’asse Ilicic-Miccoli. Il piccolo bomber, tornato dopo la squalifica, prima sfiora la rete e poi segna ma è di pochissimo in fuorigioco; anche Kurtic ci prova dalla distanza ma Buffon respinge con i pugni. La Juve denuncia le classiche e temute ruggini da Coppa e nella prima mezz’ora non riesce mai a tirare in porta: la conclusione più pericolosa è di Marchisio che cerca l’angolo alto, ma alza troppo la mira. Brivido abbastanza isolato al 36’: Matri intercetta un pallone al centro dell’area e lo dà a Marchisio, botta a colpo sicuro che si infrange su Munoz e poi carambola su Vucinic che colpisce il palo. Il Palermo arretra, i bianconeri si buttano in avanti e approfittano delle amnesie difensive dei rosa. Nei minuti finali del primo tempo è ancora Vucinic a presentarsi davanti a Ujkani, bravo a respingere.

Si torna in campo con il terreno di gioco appesantito dalla violenta grandinata, e qui si vede subito la squadra di Conte, sollecitata anche da un “fervorino” del tecnico nell’intervallo. Non è una grande Juventus, però chiude dietro i rosanero decisa ad uscire dall’impasse: il secondo palo di Vucinic dopo pochi secondi è infatti il preludio del vantaggio che arriva al 49’ con Lichtsteiner che sfrutta al meglio un passaggio geniale col tacco di Vucinic, e infila freddamente.

La partita potrebbe anche finire qui. Sul pantano del “Barbera” il Palermo ora deve recuperare, ci mette orgoglio e impegno, ma non punge: la Juve amministra come le grandi squadre quando vogliono capitalizzare, e i rosanero non riescono a trovare sbocchi in attacco, nonostante l’inserimento di Brienza e poi anche quello di Dybala; per di più alla mezz’ora il Palermo rimane pure in dieci per l’espulsione di Morganella e saltano i residui schemi. I bianconeri falliscono due-tre volte il 2-0 della sicurezza, cosa che farà dire alla fine a capitan Buffon che «un po’ di cinismo non ci farebbe male». Ma la vittoria resta, immortalata dai flash finali, tutti per un Conte che può finalmente sorridere.

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di Redazione web