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Empoli micidiale: tre gol nei primi 13’ e il Cesena affonda

Empoli micidiale: tre gol nei primi 13’ e il Cesena affonda

Segna subito Croce, poi chiudono il conto Valdifiori e Tavano Per gli azzurri è la settima vittoria nelle ultime nove gare

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CESENA. Gran colpo dell’Empoli a Cesena, un rotondo 3-1 figlio di una gara dominata. L’Empoli ha giocato in maniera sontuosa, in ogni reparto. Fraseggi rapidi e precisi, verticalizzazioni brucianti, pressing asfissiante, triangolazioni da manuale: così ha dominato la partita mettendo ko il Cesena, impedendogli di essere davvero pericoloso, segnando tre reti e sfiorandone più che altrettante. In particolare il primo gol di Croce al secondo minuto e quello di Tavano al 13’ sono stati il sigillo di azioni corali, rapide, eleganti e mozzafiato.

Indubbiamente i padroni di casa hanno pagato il gol subito a freddo e anche la giornata no del portiere Belardi. Ma non è solo per questo che l’Empoli ha potuto esprimersi ai livelli di ieri. Gli azzurri hanno dimostrato un ordine tattico, una velocità di esecuzione, una condizione atletica e un affiatamento impressionanti. Come una grande squadra, che sta bene, che ha trovato l’equilibrio e che sa di poter contare su un potenziale tecnico che le consente di scendere in campo senza paura.

Vedremo sabato, col Vicenza, se sarà in grado di dare continuità al livello raggiunto ieri. Ma quando si vincono 7 partite su 9, quando dopo 9 giornate da incubo si risale la china alla velocità con cui l’hanno fatto Moro e soci, significa che la squadra ha cambiato marcia, ha trovato la sua dimensione e può - deve - iniziare a guardare al futuro dandosi obiettivi diversi dalla salvezza.

A rendere ancora più interessante la partita c’erano i non pochi ex in campo. E proprio due di loro, Croce e Valdifiori, hanno messo la firma sul blitz, segnando 2 dei 3 gol e fornendo un’ottima prestazione. Anche per un altro protagonista del match giocare al Manuzzi non è stato un impegno di routine: Maccarone, dopo aver rifiutato l’ingaggio col Cesena, dai tifosi romagnoli era atteso con il coltello tra i denti. Ogni volta che toccava la palla contro di lui scattavano cori e sfottò. Lui ha risposto guidando alla grande l’attacco azzurro in una delle giornate più felici degli ultimi campionati: l’emblema di una squadra che non si fa intimorire da niente e da nessuno e che d’ora in poi tutti gli avversari dovranno imparare a guardare con il rispetto che si deve a chi può - deve - puntare in alto.

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di Redazione web