Gioco
Derby sul filo dei nervi Il Prato spaventa il Pisa
Ospiti in vantaggio con Napoli, che poi provoca il rigore dell’uno a uno nella ripresa Tiboni si fa espellere ma l’undici di Esposito resiste senza affanni
PISA. Un Prato in grande spolvero costringe al pareggio casalingo i Pane-boys, che si fanno raggiungere in vetta alla classifica dal Latina.
I lanieri hanno sfoderato una prestazione sopra le righe, sorretti da una condizione fisica eccellente e capaci di imbavagliare per quasi tutta la gara i padroni di casa. Un passo indietro invece per i nerazzurri, che pur giocando quasi tutta la ripresa con l’uomo in più, non sono mai riusciti a trasformare la supremazia territoriale in un reale vantaggio in termini di occasioni pericolose.
3-5-2 il modulo del Pisa, molto penalizzato dall’assenza di Benedetti per squalifica (come esterno sinistro di centrocampo ha giocato Rizzo, un destro naturale molto a disagio sulla fascia “sbagliata”) e dalle precarie condizioni del centravanti Perez, che è partito dalla panchina.
Il Prato replicava con un 4-3-1-2 che vedeva Silva Reis al rientro, dietro le punte Napoli e Tiboni; particolarmente efficace la catena di destra Beduschi-Casini.
Tre gli episodi che hanno deciso il derby, giocato davanti a quasi 4500 spettatori. Il primo, poco dopo la mezz’ora del primo tempo, è stato contraddistinto da una felice intuizione di Cavagna: nella prima incursione offensiva del Prato, il centrocampista ha sfruttato un errato disimpegno della difesa nerazzurra per servire in area Napoli con un colpo sotto; l’attaccante, solo davanti a Sepe, è stato molto freddo nel controllare e battere a botta sicura per l’1-0.
Il secondo è stato un gesto di puro mestiere del pisano Colombini: ricevuta palla su azione da corner al limite dell’area, si è fatto “tamponare” proprio da Napoli (come è pericoloso per gli attaccanti andare a difendere sui calci piazzati!) per il rigore che, proprio allo scadere del primo tempo, Favasuli ha trasformato puntualmente pareggiando i conti. Per il Pisa sarebbe stato un grosso guaio tornare negli spogliatoi sotto di un gol.
Nella ripresa si poteva pensare che il Prato, molto aggressivo nei primi 45’, sarebbe calato, eppure non è stato così, anche se al 9’ l’infortunio muscolare di Silva Reis ha costretto Esposito a mischiare le carte: a centrocampo Disabato è diventato trequartista, Casini si è spostato a sinistra e il nuovo entrato Corvesi si è piazzato a destra.
Al 13’ i lanieri hanno commesso l’unico errore grossolano - non di squadra, comunque - dell’intero match: Tiboni, in un duello aereo nel cerchio di centrocampo con il difensore nerazzurro Sbraga, ha allargato troppo il braccio, mettendo ko con un colpo al collo l’avversario. Cartellino rosso diretto e Prato in dieci, costretto al 4-4-1.
Ma l’inferiorità numerica in casa pratese non si è sentita, perché Napoli è stato bravo a fare reparto da solo in attacco. Il Pisa è partito con l’assalto all’arma bianca, durato sino al fischio finale, ma senza mai impensierire seriamente Stefano Layeni. Pane ci ha provato: ha buttato nella mischia l’attaccante Gatto passando al 3-4-3, poi a un quarto d’ora dalla fine ha messo dentro la quarta punta (Perez) al posto di Colombini per un 4-2-4 da assedio a Fort Apache (due dei difensori erano Rizzo e Buscè, centrocampisti d’attacco!), ma ammassare cannoni in prima linea senza munizioni non è stato redditizio, e le polveri di Tulli e Scappini, oltre che insufficienti, erano anche bagnate. L’1-1 finale è un risultato giusto.
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