Gioco
19 anni, para tutto e diventa l’eroe del paese
La bella storia di Allegro: arrivato in settimana guida il suo Alberese al riscatto con il Porto Ercole
Quando il vecchio e il nuovo fanno la differenza. L’Alberese è una squadra che non conosce apparentemente mezze misure in fatto di età. Ieri nella porta bianconera ha debuttato con profitto il giovane portiere classe ‘93 Thomas Allegro, arrivato in settimana dal Saurorispescia nel mercato di riparazione: dopo la pesante sconfitta di sette giorni fa (6 a 0 contro il Fonteblanda) i ragazzi di Romagnoli hanno rialzato la testa e si sono imposti 3 a 1 nello scontro salvezza con Porto Ercole. Per l’estremo difensore che ha sulle spalle trascorsi in seconda categoria e nelle giovanili del Gavorrano un debutto da ricordare, con la maglia del suo paese; fra i pali sostituiva il più quotato Enrico Montorsi, trentanove anni ex Grosseto, che si era infortunato domenica scorsa nella partita da dimenticare contro i nero-verdi di Russo. Per ovviare alla mancanza di un portiere titolare la società è stata costretta ad attivarsi per cercare un sostituto e l’ha trovato nel prodotto locale Allegro. Una ventata di gioventù in squadra, ma guai a toccare i senatori là davanti, il trentottenne Federico Savelli ieri a segno e Massimiliano Magnani, quarantadue primavere portate benissimo. Facile ipotizzare a inizio stagione lo spaesamento del tecnico Romagnoli, al secondo anno di esperienza come allenatore, nel dare direttive a persone più vecchie e esperte di lui che di anni ne ha trentanove. “Faccio fatica ad abituarmi quando mi chiamano mister” confessa “ho smesso di giocare due anni fa, per me è un mondo relativamente nuovo”. Con la salvezza conquistata abbastanza facilmente la scorsa stagione anche per quest’anno Romagnoli ha il compito di portare i suoi in zone di classifica più tranquille di quelle attuali, ma non è cosa facile visti i cambiamenti in squadra che hanno portato una decina di facce nuove nelle fila dell’Alberese e i pezzi da novanta che sono andati via lasciando un vuoto difficile da colmare. “L’anno scorso avevamo in attacco i fratelli Falciani” continua l’allenatore “gente da una trentina di reti in due a stagione e non è facile rimpiazzare gente di quel calibro, ci basiamo sull’esperienza dei veterani e sull’entusiasmo dei più giovani, come tante altre squadre dobbiamo contenere i costi e accontentarci della salvezza: oggi abbiamo vinto ma la strada è ancora lunga”. Con la vittoria riabbracciata dopo quasi due mesi l’Alberese ora torna a sperare di potersi sollevare in campionato e di recuperare qualche posizione per poter timbrare nuovamente la sospirata salvezza.
Eva Bertolacci
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