Il Tirreno

Livorno

Col Livorno non ci si annoia mai

di Alessandro Bernini
Col Livorno non ci si annoia mai

Incredibile partita a Vicenza: gli amaranto dominano, vanno sotto 3-1, poi rimontano

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INVIATO A VICENZA. Il Livorno non muore mai. Anche quando non gira niente per il verso giusto, anche quando prende tre gol su disattenzioni, anche quando colpisce una traversa con Siligardi, anche quando Paulinho e Siligardi sbagliano due gol incredibili, anche quando va sotto 3-1 e pensi che ormai stavolta è andata. Macchè. Dove c'è Livorno c'è speranza, dove c'è Livorno c'e vita. Fino alla fine.

Punto d’oro. E così dalla trasferta di Vicenza torniamo con un punto d'oro, conquistato con l'orgoglio di chi sa cosa vuole e merita di stare lassù. In fase di possesso di palla il Livorno ha dato una lezione di calcio: giocate sempre a terra, tocchi di prima, profondità, movimenti perfetti anche lontano dall'azione. Meno bene dietro, dove Fiorillo è tornato a prendere gol dopo 308' di imbattibilità. Le prime due reti del Vicenza (azioni fotocopia) sono arrivate per distrazioni che hanno coinvolto un po' tutti i difensori, la terza su una palla persa banalmente da Siligardi in mezzo al campo. Il Livorno ha tirato 18 volte verso la porta di cui 11 nello specchio, arrivando sempre alla conclusione dopo un azione logica, mai dopo lanci lunghi. Anche se poi, alla resa dei conti, il 3-3 è arrivato grazie a un errore clamoroso di Camisa in area, un rilancio sbagliato che ha servito su un piatto d'argento la palla del pareggio al brasiliano. Partita super di Belingheri, al di là dei due gol, perché lo vedevi di supporto alle punte e un attimo dopo era già in mezzo al campo a far diga. Un leone Paulinho, che con la rete del 3-3 si è rifatto del gol divorato che poteva dare il 2-0 nel primo tempo, a strappi Siligardi che però resta un fuori categoria, ottimo Luci nel secondo tempo quando è diventato il padrone del centrocampo.

L'angoscia. Certo che alla fine del primo tempo ti avvolgeva un bell'alone di angoscia. Possibile trovarsi sotto dopo 45' del genere? Possibile, purtroppo. Il Livorno professore, perfetto in certe sue azioni avvolgenti d'attacco, il Vicenza arruffone ma poi micidiale nelle due occasioni capitate.

Lo specchio del tutto era in quell'azione dell'1-0 amaranto. Uno schema perfetto. Angolo con finta di cross, passaggio corto su Luci che arriva da dietro, cross basso e sul secondo palo il tocco vincente di Belingheri. Da applausi. Poi il primo segnale inquietante dopo 2', quando Paulinho si è trovato completamente solo (su assist di Siligardi) davanti a Pinsoglio: poteva fare tutto, ha deciso di piazzare la palla sul primo pallo, senza troppa potenza, e il portiere c'è arrivato con la punta delle dita.Il Vicenza si è ritrovato sull'1-1 senza neanche far niente, con un'azione estemporanea coronata dal gol di Castiglia e da una mezza dormita della difesa amaranto. E al 35' azione fotocopia, soliti errorini amaranto, solita incursione di Castiglia, e 2-1 per il Vicenza. Quasi da non credere.

La rimonta. E ora che facciamo? Niente di particolare, Nicola è ripartito con il solito 11 anche nella ripresa e con la solita voglia di fare la partita. Eppure dopo poco il Livorno ha visto il terrore in faccia: Siligardi non difende palla a metàcampo, Di Matteo prende in velocità i centrali e infila il povero Fiorillo. Il Livorno ha rialzato la testa subito. Belingheri ha riaperto il match con un missile da 25 metri, poi Siligardi ha spaccato la traversa e infine Paulinho ha firmato il 3-3. Mancavano 20' alla fine, quelli del Vicenza hanno iniziato a tremare, il Livorno ha provato anche a vincerla Nel finale comunque è andata bene. Su un contatto in area tra Emerson e Giacomelli, l'arbitro ha sventolato il cartellino giallo all'attaccante per simulazione. In altre occasioni, alla squadra di casa un vantaggino si è visto dare. Stavolta no. Meno male. Il Livorno meritava di non perdere.

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