Gioco
Un’icona del basket Il grande Benvenuti ora è nella storia
“Cacco” nell’Italia Hall of Fame con Peterson e Benetton Faraoni, Forti e Masini: «È stata una persona eccezionale»
LIVORNO. Di belle parole per Gianfranco Benvenuti ne sono state spese tante, e chissà quante altre ne spenderemo. Le meritava “Cacco”, dalla prima all'ultima. E la sua memoria continuerà a conquistarsele con la stessa classe che nel corso della sua memoriale carriera lo rese un'icona non solo del basket livornese, ma dell'intero panorama nazionale. Un autentico santone della palla a spicchi, che il consiglio federale della Fip ha ufficialmente inserito lo scorso 24 novembre (attraverso un comunicato ufficiale) nella Italia Basket Hall of Fame, sezione Categoria alla Memoria, in compagnia di personaggi illustri del calibro di Dan Peterson (Allenatori) e Gilberto Benetton (Una Vita per il Basket).
«Si tratta di un riconoscimento importante - commenta Massimo Faraoni, attuale generale manager della Virtus Bologna, che al fianco di Benvenuti è cresciuto come uomo e come dirigente sportivo - assolutamente dovuto nei confronti di una persona che ha speso una vita per il basket. Di conseguenza non posso dire di essere sorpreso, prima o poi la figura e il sorriso di Cacco avrebbero varcato le porte della gloria della pallacanestro italiana. Personalmente lo conobbi in età molto giovane (pensa, frequentavo sempre il liceo, ndr), si rivelò subito persona fantastica nonché maestro nel momento in cui decisi d'intraprendere la carriera da dirigente. Ma chiedete pure ai giocatori che tipo era Gianfranco, un amico, prima che un allenatore, che è riuscito ad allevare belle persone, prima che grandi cestisti».
E di cestisti (e cestiste, visto che dal '74 al '76 fu nominato ct della nazionale femminile), Cacco ne ha presi in consegna tanti, tantissimi. A Livorno, e fuori da Livorno. La sua Livorno, nonostante le origini emiliane.
«In qualsiasi palazzetto d'Italia si ricordano di lui - prosegue Andrea Forti, oggi procuratore, ieri ala della gloriosa Libertas - vorrà pur dir qualcosa, no? Adorava il suo lavoro, tanto da conoscere le più spiccate sfumature per interagire indistintamente con i suoi colleghi e allievi sia dentro che fuori dal parquet».
Gran bel personaggio dunque, Benvenuti. Che la Livorno dei canestri ricorderà sempre per le sue innate doti umane.
«Naturalmente lo conoscevo già da molto tempo – conclude Fabrizio Masini, ex giemme della Pallacanestro Livorno negli anni '80 e di Basket Livorno nel recente passato - e se non mi sbaglio un anno fummo addirittura ad un passo dal lavorare insieme a Trapani, in attesa che la trattativa si arenasse. Chi era Gianfranco? Una persona più unica che rara, alla quale la Federazione ha giustamente riservato un posto nella Italia Basket Hall of Fame. Nelle ultime due stagioni in Legadue passavamo interi pomeriggi in via Pera a confrontarci su tematiche tecniche, ma anche extra cestistiche. Per Sandro Dell'Agnello era un costante riferimento, sempre a bordo campo ad analizzare gli allenamenti, pronto per smistare consigli dall'alto della sua esperienza. Questo era Cacco, una persona più unica che rara che, come poche altre, venerava il basket».
E di certo, da lassù, sta continuando a farlo, seduto comodo sulla sua personale poltrona della Italia Basket Hall of Fame. Perché il buon Cacco del basket non poteva proprio farne a meno.
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