Il Tirreno

Livorno

Loro hanno solo 12 anni e già salta la panchina...

di Eva Bertolacci
Loro hanno solo 12 anni e già salta la panchina...

Veleni e accuse tra lo staff tecnico degli Esordienti e la società dell’Orlando «Non me la sentivo di andare avanti». «Cacciati perché si lamentavano sempre»

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LIVORNO. Capita anche negli Esordienti. Dunque con bambini di 11 e 12 anni. Quando si sente parlare di esoneri, divorzi fra tecnico e dirigenza si pensa più alla serie A che alle giovanili. Invece succede che nell’Orlando Calcio, categoria Esordienti Provinciali, i rapporti fra staff tecnico e societario non siano stati affatto idilliaci. Dopo circa due mesi dall’inizio della stagione gli allenatori Nicola Lenzi, Carlo Facchinetti e Luca Grassi sono stati allontanati dalla dirigenza rossonera per divergenze che avevano consumato il rapporto e la fiducia fra staff tecnico e societario.

Parla il tecnico. «Nell’ultima partita non ho accompagnato i ragazzi perché non me la sentivo più di proseguire - spiega l’ex allenatore Lenzi - dalla società provenivano solo critiche nei nostri confronti mentre noi abbiamo dovuto fare tutto da soli: non avevamo palloni, la società non tesserava i giocatori, niente docce calde, problemi nel fare gli allenamenti perché nessuno ci apriva il campo...»

Poi aggiunge: «Nonostante questo da un gruppetto base di nove ragazzi ne è venuta un’altra decina col tempo, a dimostrazione che lavoravamo bene, i genitori erano contenti ma, ripeto, non abbiamo avuto nessun aiuto da parte della società che era interessata solo al discorso della scuola Milan: i bambini dovevano comprare il completino dell’allenamento del Milan poi però ero io a regalare le scarpette, magliette a bambini che erano venuti qui ad allenarsi con le scarpe da tennis».

L’Orlando Calcio da quest’anno è scuola Milan e gode della sponsorizzazione di Graziano Mannari, una partnership decisamente prestigiosa.

Ma Lenzi accusa che alla fine questa sinergia non porta tutti questi concreti vantaggi ai ragazzini che si avvicinano al mondo del calcio. «Una ventina di giorni fa abbiamo dato l’ultimatum alla società, dicendogli che se continuavano a snobbarci avremmo fatto festa. Loro di risposta ci hanno dato finalmente una ventina di palloni con cui allenarci, però del 4 anziché del 5 con cui giochiamo le partite, poi l’altro giorno sono arrivati questi completini da allenamento che costano 130 euro, ma ai ragazzi non interessava il discorso del Milan, ma venire qui e giocare e fare gruppo. A fine gara anche se perdevamo eravamo contenti lo stesso, perché i ragazzi si divertivano».

La chiusura di Lenzi è molto amara: «La verità è che nessuno ci è stato accanto, tutti davano la colpa agli altri per le varie mancanze e noi tecnici non ne potevamo più, non c’erano le condizioni per continuare».

Parla la società. Di tutt’altro avviso ovviamente il responsabile della scuola calcio Franco Marrucci, uno dei factotum della società, che segue in prima persona i rapporti con il Milan: «Abbiamo destituito quei tecnici perché erano pretenziosi, la società non li ha ritenuti idonei perché in continua critica con la società dal punto di vista organizzativo, vorrebbero una società di serie A quale noi non siamo. Quest’anno facciamo parte delle undici scuole Milan toscane, un vanto per noi, il Milan vuole che ci siano istruttori predisposti a lavorare secondo le sue metodologie e loro non erano disposti a farlo. È una mancanza di riconoscimento da parte loro perché a due istruttori stiamo anche pagando il corso per diventare allenatori...» .

Poi Marrucci risponde anche alla polemica su palloni. «Gliene abbiamo dati 28 a inizio anno, loro si rifiutavano di rimetterli a posto dopo l’allenamento come fanno gli altri e sono andati perduti. Quanto ai tesseramenti, se i ragazzi arrivano alla spicciolata da noi è chiaro che occorre più tempo per sbrigare le procedure, specie se sono stranieri».

Ora c’è da capire come si evolverà la situazione, anche se la sensazione è che le polemiche tra le parti non si chiuderanno qua. E soprattutto come digeriranno il cambio di allenatore i piccoli calciatori, alla fine le uniche vittime di queste spiacevoli diatribe.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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