Gioco
Fiorillo a pugni uniti «Un gran Livorno e vorrei restare»
Il portiere esalta Emerson e fa un ringraziamento a sorpresa «Devo molto a De Lucia: con me è stato fantastico»
LIVORNO. L'esordio choc con lo Spezia, quando entrò a freddo dopo l'espulsione-infortunio di Mazzoni. Cinque gol incassati, poi l'impennata di rendimento. Vicenzo Fiorillo c'è. Ed è stato decisivo in più di una circostanza anche se nelle ultime partite non ha dovuto neanche sporcarsi i guantoni, perché la difesa ha protetto bene la sua porta.
Fiorillo, iniziamo proprio da qui. Sabato hai rimediato un bel “senza voto” in pagella. Significa che la squadra viaggia bene e rischia poco.
«Esatto. Ringrazio Emerson, Lambrughi e Bernardini che hanno neutralizzato una punta forte come Sforzini. Sono stati bravissimi».
Là dietro da quando Nicola è passato alla difesa a tre ci sono meno spifferi. È un caso?
«Non ne farei una esclusiva questione di modulo anche perché i tre dietro, a seconda delle situazioni di gioco, diventano quattro o cinque. Il rendimento è migliorato perché i miei compagni sono fortissimi. Emerson, poi, le prende davvero tutte. È incredibile».
Intanto è tornato il Falco di Oregina, come ti chiamano a Genova...
«Non sta a me dirlo. Di sicuro gestisco meglio momenti e situazioni. Prima ero superficiale. Adesso ho l'atteggiamento giusto. Ho capito che cosa devo fare e come devo farla».
Hai qualche rimpianto?
«Ventidue anni sono pochi per averne. E poi di me si è parlato tanto, ma ho sempre giocato poco. Questo è il mio primo vero anno da professionista».
Dal tuo punto di vista su che cosa devi ancora lavorare?
«Sulle uscite. Il gioco è molto veloce. Meno tecnico e più fisico. E i palloni di oggi assumono traiettorie strane. Quello delle uscite è un fondamentale su cui ci soffermiamo molto con il preparatore Berti».
Sabato allo stadio c'era il ds della Sampdoria Sensibile. Tu sei qui in prestito con diritto di riscatto e contro riscatto a favore dei blucerchiati. Ma saresti disposto a restare?
«Sì mi hanno detto della presenza del ds. La Samp mi segue. Nelle scorse settimane ho pure ricevuto qualche telefonata da loro. Adesso però penso solo al Livorno".
Già, ma il futuro lo vedi a Genova a qui ?
«Non mi pongo il problema. Il mio obiettivo è di fare bene con la maglia amaranto. Sono molto riconoscente a questa società perché ha creduto in me anche sul piano umano».
Perché? C'era qualcuno che dubitava di te ?
«Certo. Sapeste quante società hanno deviato su altri portieri, appena sentivano il mio nome. E le scuse erano sempre le stesse: il comportamento del ragazzo non è esemplare. Invece qui ho sentito subito la fiducia da parte di tutti. Potevo pure rimanere in panchina tutto l'anno, ma avrei comunque dato il massimo per i dirigenti e i tifosi del Livorno solo perché hanno creduto in me».
Buffon ti ha inserito tra i portieri emergente insieme a Perin e Bardi.
«Mi fa molto piacere. Quest'anno ho l'occasione di giocare e di dimostrare quanto valgo e me la voglio tenere stretta».
Nel Livorno siete quattro portieri. Come sono i rapporti tra voi?
«Siamo molto affiatati. Ricciarelli è giovane, ha 17 anni e gli dispenso consigli perché ha buone qualità. Del mio ottimo rapporto con Mazzoni sapete già. La bella scoperta è De Lucia. Con me è stato eccezionale quando ho preso il posto di Luca al tempo del suo infortunio. Fofò oltre ad essere un ottimo portiere è una persona splendida ce mi ha dato molto in questi mesi e lo ringrazio pubblicamente».
Parliamo della squadra e della classifica. Appartieni anche tu al partito dei “50 punti”?
«Sì, anche se non ci nascondiamo. Sappiamo dove siamo, ma manteniamo il profilo basso. Intanto abbiamo portato la gente dalla nostra parte e questo, dopo due anni stani, deve essere motivo d'orgoglio per tutti. Superata la fatidica soglia di punti penseremo ad altro».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
